Crac Deiulemar

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Il Credito popolare di Torre del Greco sapeva e aveva i mezzi per poter segnalare le anomalie del caso Deiulemar, ma non lo fece. Ecco perché, come riporta ‘Il Sole 24 Ore’, sono stati indagati, dalla procura di Torre Annunziata, tre ex dirigenti della banca: Manlio D’Aponte, Antonio Orsillo e Vincenzo Russo. Rispettivamente ex direttore generale e delegati aziendali alla funzione di controllo antiriciclaggio. Il reato contestato è quello di concorso in bancarotta fraudolenta non solo tra loro, ma anche con gli armatori della Compagnia, Michele Iuliano, Giuseppe e Leonardo Lembo e Angelo e Pasquale Della Gatta.

Secondo quanto raccolto al termine delle indagini, la maggior parte del ricavato della cessione delle obbligazioni ai risparmiatori torresi non finiva nei conti della persona giuridica Deiulemar Compagnia di navigazione, ma in quelli della persona fisica del suo amministratore. Vicenda che avrebbe meritato quantomeno una segnalazione, secondo il pm.

 

Ma il caso dell’istituto torrese non fu un caso isolato. Nell’aprile del 2017 a Roma, nel corso del secondo processo ai responsabili del fallimento, i giudici sentirono i responsabili delle filiali delle sei banche di cui Deiulemar e i suoi armatori erano clienti. E nessuno di loro, a rispettivo dire, si accorse o notò qualcosa di strano in un flusso di denaro pari a 445.453.725 euro in entrata e a 450.572.260 euro in uscita. Ma le uniche risposte ricevute furono dei secchi “non ricordo”, “non ne ho memoria”, “non saprei rispondere”.

E’ stata, intanto, annullata l’asta per vendere la flotta e i beni immobiliari della società Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori, dichiarata fallita a inizio 2018. Come riporta ‘Milano Finanza’, tutto ciò lascia presagire che sarà accettata l’offerta di acquisto per 270 milioni di euro (di cui un anticipo del 10% già versato a garanzia) dell’intero compendio presentata dal fondo di private equity Ruben Borthers. Non è ancora chiaro come, ma parrebbe anche che alcuni membri delle famiglie Rizzo, Bottiglieri e De Carlini siano in qualche maniera pronti a prendere parte attiva nel rilancio futuro della società.

 

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