Decesso al Cardarelli durante un'aggressione: 13 indagati
L'ospedale Cardarelli di Napoli

I medici erano occupati a difendersi dall’attacco dei parenti di una paziente (morta il giorno prima) e sarebbero stati impossibilitati a salvare la vita a un 76enne

La Procura aveva aperto immediatamente un fascicolo di inchiesta sui 40 minuti di follia registrati sabato notte (il 6 giugno scorso) all’interno dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Per quei fatti, sono state denunciate nove persone (sette donne e due uomini), parenti di una 68enne, Maria S. Adesso i loro nomi sono finiti anche sul registro degli indagati, insieme a quelli di 4 sanitari. Il raid all’interno del Reparto di Medicina d’urgenza del più grande ospedale del Sud Italia, era scattato per «vendicare» il decesso della loro congiunta, perché secondo gli aggressori, i medici non avrebbero fatto abbastanza per salvarle la vita.

Le ripercussioni
tragiche dell’assalto

Ma quell’aggressione ha avuto ripercussioni ancor più tragiche. Secondo quanto hanno denunciato i camici verdi del reparto allocato al quarto piano del Cardarelli, durante la spedizione punitiva furono letteralmente «ostaggio» dei familiari della donna deceduta, e furono impossibilitati a portare assistenza a un 76enne, Tammaro M. (di Grumo Nevano), che versava in condizioni critiche per un problema oncologico. Colto da una profonda crisi respiratoria, e praticamente lasciato solo per quanto stava succedendo nel reparto, il 76enne non ce l’ha fatta.

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Tredici indagati
per la morte del 76enne

Per la morte dell’uomo risultano indagate 13 persone in totale, i parenti della 68enne deceduta (i quali, scagliandosi contro i medici avrebbero impedito loro di prestare soccorso all’anziano), e i 4 sanitari (accusati appunto di omicidio colposo, ipotesi che, in linea teorica, non può essere esclusa). Nel frattempo, si attende che venga effettuate l’esame autoptico sul corpo del 76enne.

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