Il sindaco Luigi de Magistris
Il sindaco Luigi de Magistris

di Giancarlo Tommasone

Sembra essere tutto pronto per il lieto fine di una vicenda che continua a far tremare i polsi al sindaco Luigi de Magistris e alla sua Amministrazione. Almeno così si spera, anche se nei fatti la questione è molto più complessa di quanto si pensi. E non si ferma soltanto alla circostanza circa la quale, lo Stato diventerà debitore del 77% di quanto dovuto al Cr8. Nella giornata di domani comunque una delegazione del Comune di Napoli, di cui faranno parte il capo di gabinetto del sindaco, Attilio Auricchio e il ragioniere generale Raffaele Grimaldi, sarà a Roma.

ad
Attilio Auricchio, capo di gabinetto del Comune di Napoli
Attilio Auricchio, capo di gabinetto del sindaco di Napoli

Bisognerà apporre le firme in calce all’accordo attraverso il quale il Governo – come in diverse occasioni aveva chiesto de Magistris – si accollerà il pagamento di 63 degli 84 milioni di euro (compresi gli interessi) del credito vantato dal Consorzio per la ricostruzione edilizia post-sisma. E il Comune? All’ente di Piazza Municipio occorrerà pagare soltanto 1,7 milioni. Vale a dire quanto manca per raggiungere la cifra di 21 milioni, dei quali sono stati versati già 19,3 milioni, in tre tranche. Meglio di così proprio non poteva andare, ma fermiamoci un attimo a riflettere e vediamo se questo sia un trionfo con tutti i crismi oppure la classica vittoria di Pirro, per de Magistris.

Il Comune di Napoli - stylo24
Il Comune di Napoli – stylo24

Innanzitutto bisognerà vedere se il Consorzio accetterà di rivalersi sullo Stato. In secondo luogo, c’è qualcosa che al momento sembra davvero insormontabile, nonostante i debiti del Cr8 si potranno ripianare. Quel qualcosa è rappresentato dalla sentenza della Corte dei conti che ha cristallizzato nei fatti una irregolarità da parte del Comune: quella di non aver inserito il debito Cr8 nel bilancio del 2016.

Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli

Una cosa è il debito, un’altra la sentenza della Corte dei conti e gli effetti che ne derivano, ha tenuto a sottolineare l’assessore al Bilancio Enrico Panini. Perché ha affermato, in quel caso, sotto forma di minori trasferimenti, al Comune viene addebitato l’intero debito verso Cr8. Tra quello da pagare, interessi e messa in mora si arriva a una cifra da 114 milioni.
Il Comune, in quel caso, avrebbe possibilità pari a zero di salvarsi dal dissesto. L’unica strada da battere, allora, insieme a quella del ripianamento del debito è la richiesta di una legge speciale per definire i vecchi debiti del Comune di Napoli. Il sindaco lo sa ed è per questo che sempre domani incontrerà Gentiloni.

Paolo Gentiloni

Un intervento legislativo è l’unico mezzo a disposizione da ‘opporre’ alla sentenza della Corte dei conti. Perché, è vero quanto finora detto da de Magistris riguardo alla vetustà del debito del Cr8. Ma è altrettanto vero che un debito va sempre iscritto a bilancio. Ed è questo che la Corte dei conti ha in effetti contestato. Una leggerezza, una dimenticanza da parte del Comune, la mancata iscrizione del debito? Nel novero delle ipotesi c’è da inserire anche quella formulata dall’ex assessore al Bilancio Michele Saggese, che nel corso di un’intervista a Stylo24 ha dichiarato: «L’iscrizione (del debito Cr8 a bilancio, ndr) avrebbe comportato ulteriori problemi di natura sanzionatoria rispetto al Bilancio, perché non sarebbe stato centrato il Patto di stabilità».