Universiadi

Al centro del lavoro dei magistrati l’ospitalità degli atleti.

Che l’Universiade sia stata un evento importante per Napoli e la Campania è fuori da ogni dubbio. Il successo della manifestazione è lì a testimoniarlo a quattro mesi dalla sua conclusione. Ma, proprio in questi giorni, l’ombra della Procura di Napoli si è abbattuta sull’Olimpiade studentesca, portando sul registro degli indagati i nomi di Fulvio Bonavitacola, vicepresidente regionale, ma anche dell’imprenditore alberghiero, Rocco Chechile, amministratore unico della Immobiliare Panoramica srl, proprietario del Grand Hotel Salerno, dell’armatore e patron di Msc Crociere, Gianluigi Aponte e di Annapaola Voto, dirigente di Aru (Agenzia regionale Universiade). Tutti al centro delle attenzioni dei magistrati per la vicenda inerente all’ospitalità degli atleti in occasione dell’evento. L’ipotesi accusatoria è quella di corruzione. Gli accertamenti della Procura riguardano la decisione di ospitare atleti su una delle navi del gruppo ormeggiata alla Stazione marittima. Sia Bonavitacola che Aponte si sono detti, tramite i rispettivi legali, assolutamente estranei ai fatti e pronti a collaborare con la giustizia nell’operato della quale continuano ad avere fiducia.

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Ma tra i nodi da sciogliere c’è anche quello inerente ad alcuni fornitori che lamentano debiti insoluti da parte della macchina organizzatrice. A cominciare dai taxi, che, dopo un acconto del 40%, chiedono il pagamento completo per il loro lavoro. Anche in considerazione dell’aumento del numero dei mezzi per snellire gli spostamenti durante le Universiadi. Poi c’è la vicenda degli ottomila volontari, che lamentano ulteriori ritardi, dopo un tira e molla non da poco, sui pagamenti (la spesa totale è stata di 3 milioni di euro) che sarebbero dovuti essere completati entro il 30 settembre. Un mese e mezzo fa, insomma, a fronte dei quattro trascorsi dalla fine dell’evento. Tempi non proprio celeri, insomma. E, a quanto si apprende, anche grazie al tam tam social (esiste una pagina Facebook proprio per raccogliere opinioni, dubbi, speranze e, si spera, certezze), sebbene la maggior parte sia stata pagata, resta ancora qualcuno che continua a chiamare la sede dell’Aru per far valere le proprie ragioni. Tra le associazioni creditrici, anche la F.I.C.R. (Federazione Italiana Cronometristi), che solo oggi ha iniziato a erogare i primi pagamenti nei confronti dei cronometristi ufficiali delle varie discipline sportive.