giovedì, Giugno 30, 2022
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L’accordo saltato con Varoufakis è il grande fallimento politico di Eleonora De Majo

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Come anticipato a maggio scorso da Stylo24, è saltato l’accordo tra deMa e Varoufakis. Tutto ciò in virtù del fatto che il greco, ex ministro dell’Economia, ha mal tollerato il protagonismo inutile di Luigi de Magistris. Giggino cercava con Varoufakis un rapporto alla pari, o addirittura, era convinto di poter dettare lui le regole del gioco.
Convinzione che si è poi scontrata con la realtà dei fatti, principalmente perché il leader di Diem25 lo ha ridimensionato facendo intendere chiaramente al sindaco di Napoli che se avesse voluto prendere parte alla lista c’era solo un posto in lista per lui, insomma Giggino si è trasformato in tutto e per tutto in un semplice candidato, lui che aveva ambizioni da “leader mondiale”.
E inoltre perché Varoufakis ha disertato anche gli incontri che in questi mesi si sono succeduti per raggiungere un accordo tra il suo movimento transnazionale e gli arancioni.

Chi sono i grandi sconfitti di questo mancato patto elettorale? Sicuramente de Magistris, ma anche Eleonora De Majo.

La consigliera pasionaria era il ponte di collegamento tra deMa e i partiti dell’«internazionale arancione» europea e aveva il compito di mantenere i rapporti con Varoufakis, tant’è che fu immortalata in una fotografia mentre intervistava l’ex ministro greco per Fanpage.

Una doppia sconfitta per De Majo, primo perché Varoufakis non ha tenuto in minima considerazione neanche l’esperienza politico-elettorale di Insurgencia; secondo perché pure gli altri referenti di detto centro sociale poi si sono tirati indietro.

La linea vincente di Potere al Popolo
e di Viola Carofalo

Quale linea può considerarsi, invece, vincente? Quella di Viola Carofalo di Potere al Popolo, che proprio a Stylo24, nel corso di un’intervista a tre giorni dalle Politiche del 4 marzo, aveva esternato la poca probabilità relativa alla circostanza che le strade di deMa e quelle di Pap si sarebbero incrociate: «Noi per le Europee, stiamo facendo un discorso di grande vicinanza all’opzione di Jean-Luc Mélenchon. A noi sembra che la direzione giusta sia quella segnata da lui. Rispetto a de Magistris, non so se le nostre strade si incroceranno. Voglio dire, la strada che vogliamo fare noi, la conosciamo, non so esattamente quale sia il loro progetto». Aveva detto Carofalo. A cui va dato il merito di aver compreso in anticipo, nonostante all’epoca ci fosse sbandierata vicinanza tra arancioni e Varoufakis, che l’accordo tra i due movimenti fosse soltanto un bluff. Altro merito che va riconosciuto a Carofalo, quello di aver tirato fuori Potere al Popolo – che ha pur sempre un suo appeal elettorale – da questa maionese impazzita di de Magistris.

La bocciatura anche in deMa
per la pasionaria arancione

Tornando ancora alla De Majo, risulta sconfitta anche per un altro motivo: nel corso di questi mesi non è riuscita ad ottenere l’assessorato che voci ricorrenti le avevano dato quasi per certo. Addirittura, la casella per i rapporti internazionali di deMa non è stata assegnata a lei bensì ad Alessandra Sardu.

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