giovedì, Maggio 26, 2022
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Varoufakis-deMa, fumata nera e il Pd si svende per le Regionali

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di Giancarlo Tommasone

Irrimediabilmente compromesso il rapporto tra deMa e Yanis Varoufakis. Come Stylo24 aveva anticipato la scorsa primavera, il soggetto politico arancione si è allontanato da tempo dal movimento guidato dall’ex ministro delle Finanze del Governo Tsipras. Anche se la rottura è venuta allo scoperto soltanto nei giorni scorsi. Secondo la narrazione napoletana comune e di «comodo», la fine dei rapporti sarebbe stata generata dalla mancanza di programmazione e dal presunto immobilismo, in vista delle prossime Europee, da parte di Diem25.

Ma non è certamente questa la ragione.
Da ricercare invece nel fatto che due prime donne, Varoufakis e de Magistris,
non possono convivere sullo stesso palcoscenico

Il politico greco si è soprattutto reso conto, che al di là dei confini di alcuni quartieri napoletani e dell’appoggio dei centri sociali, deMa è un soggetto praticamente sconosciuto, senza appeal e improponibile, dunque, come partner per affrontare la sfida europea. A questo punto, realizzando che è tramontata l’idea dell’«Internazionale arancione», lanciata circa un anno fa, e che avrebbe dovuto inglobare oltre a deMa e a Diem25, il soggetto politico di Jean-Luc Mélenchon, de Magistris e la sua associazione hanno virato «bruscamente» (come anticipato ancora dalla nostra testata) sulle prossime elezioni regionali in Campania. La circostanza è emersa durante l’incontro di sabato scorso al Granatello di Portici.

Il sindaco di Napoli ha aperto alla possibilità di un contenitore unico
con il Pd, ma nello stesso tempo ha escluso l’ipotesi
di percorrere la via del dialogo con De Luca

L’ex pm, davanti al mare, chiarisce come non riesca ad avere un rapporto istituzionale con il governatore, e di fatto si propone alla guida della coalizione. Che non dimentichiamolo, potrebbe vedere l’appoggio – in base a un patto sotterraneo – anche del M5S. Con i pentastellati, sottolinea sempre de Magistris e in particolare con Fico e Di Maio, bisogna continuare a ragionare. Lasciando stare l’atteggiamento del primo cittadino partenopeo, classico nell’ostracismo verso il presidente della Regione, c’è da rilevare che il Pd napoletano denota l’ennesima mancanza di coraggio e dimostra tutta l’ignavia in cui è precipitato.

Il sindaco Luigi de Magistris con Vincenzo De Luca

Il Pd dimostra di subire il «ricatto»
politico di Luigi de Magistris

Il partito si fa dettare le regole in casa propria, dimostrando di subire passivamente il «ricatto» politico di Giggino che fa intendere chiaramente: o vi alleate con me, oppure vi tenete De Luca. Vorremmo far presente, a questo punto, soprattutto ai vertici provinciali dem, che l’aut aut viene da uno che è a capo di una discreta associazione culturale (che alle scorse amministrative in provincia ha raccolto risultati ridicoli e inconsistenti), mentre il Pd è un partito. E che l’ostracismo viene mosso all’indirizzo di De Luca, che è comunque il presidente della Regione. Un presidente, che però, i democratici napoletani hanno già mollato da tempo. Tornando al partito unico di centrosinistra, la segreteria dem ha smentito la possibilità di alleanze, ma sappiamo quanto valgano le smentite in casa Pd.

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