La promessa del sindaco Luigi de Magistris nel video del Corriere del Mezzogiorno

di Giancarlo Tommasone

Fermi tutti, qualcosa non quadra, sicuramente ci siamo persi un passaggio importante. Dove eravamo rimasti? Ah, sì, al 21 luglio del 2017, quando il sindaco Luigi de Magistris, potendo contare su un anno e mezzo di speranze e di credito, prima dell’avverarsi delle sue parole, aveva dichiarato: «Napoli capitale mondiale dell’efficienza nei trasporti nel 2019».

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Il 2019 è arrivato, sono passati quattro mesi,
e la situazione del trasporto pubblico, assolutamente inadeguato, sta sotto gli occhi di tutti.

E allora cosa afferma il primo cittadino partenopeo nelle scorse ore? Non più che la metropoli napoletana sarà capitale mondiale, e quindi leader universale dell’efficienza della mobilità, ma che il 2019 sarà l’anno «del miglioramento del trasporto pubblico». C’è una bella differenza tra record del mondo e miglioramento di una posizione di per sé non entusiasmante per i tanti pendolari che ogni giorno combattono la personale battaglia per essere puntuali al lavoro; per resistere all’esasperazione per i ritardi che fa segnare la metropolitana.

Dal display l’annuncio di uno sciopero

Per non cedere allo sconforto davanti ai pullman che non bastano e che non passano mai. La città fa i conti con una situazione tragica sia sul fronte della metro e della funicolare, sia per quel che riguarda i bus. In servizio, secondo quanto ha più volte fatto sapere l’Anm, ci sono 250 mezzi al giorno.

Anche se, poi, tenendo conto del fatto che
le corse diminuiscono quando si entra nella fascia serale,
si arriva a sole 220 unità effettive.

Per fare un paragone, 10 anni fa, c’erano in circolazione 700 pullman. Inoltre c’è da registrare la querelle relativa proprio all’Azienda napoletana mobilità. Da una parte il sindaco che accusa la Regione di voler privatizzare l’Anm, dall’altra Palazzo Santa Lucia, che attraverso le parole del vicepresidente Fulvio Bonavitacola, tiene a rispondere alla fascia tricolore: «Dal sindaco de Magistris provengono le solite dichiarazioni che stravolgono la verità dei fatti. Unico obiettivo: nascondere l’ennesimo disastro amministrativo del Comune di Napoli. Col maldestro tentativo di chiamare in causa la Regione che non c’entra nulla con i risultati nefasti del servizio di trasporto pubblico a Napoli».

Ma come mai il sindaco è tornato (come abbiamo visto, in maniera molto più soft e riparata rispetto a luglio del 2017) a parlare di mezzi pubblici? A causa dei disagi alla viabilità registrati il 25 aprile scorso. «Per scongiurare gli effetti collaterali negativi, di bellissime giornate come quella di (giovedì scorso), ci vuole un sempre maggiore trasporto pubblico, più controllo del territorio e di più polizia municipale. Noi stiamo facendo più del massimo».

Chissà come mai, solo giovedì si è accorta,
la fascia tricolore di un problema che si registra
a Napoli tutti i giorni.

Come ovviare a tale criticità? «Il 2019 sarà l’anno del miglioramento del trasporto pubblico – promette – e ho chiesto all’Anm uno sforzo fin da subito per poter avere la linea 1 della metropolitana fino a tardi il sabato sera». Idea davvero brillante, ma vogliamo far presente al sindaco, che la crisi del trasporto non si risolve certo solo con qualche corsa in più nel fine settimana, quando tra l’altro non c’è scuola e la maggior parte dei pendolari non lavora.

Ma in fin dei conti la colpa di chi è, secondo
Luigi de Magistris? Del Governo, naturalmente.

«Se finalmente si affrontasse il tema degli enti locali non solo con il Salva Roma – ha affermato de Magistris – ma con una visione complessiva del Paese, questo significherebbe avere più risorse umane e investimenti per il trasporto. Intanto assumeremo noi poliziotti municipali».