Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

di Giancarlo Tommasone

Non ci resta che attendere il post del lunedì, quello con cui Giggino fa il resoconto dei fatti della settimana prima e lancia i propositi venturi. Nel frattempo, però, i sette giorni che il sindaco di Napoli si lascia alle spalle, sono stati terribili, testimoni di rinunce (ampiamente annunciate da Stylo24: niente candidatura alle Regionali), di stato dei fatti difficile, se non impossibile da mandare giù (Governo giallo-rosso) e di una sentenza inappellabile, quella della Cassazione, che annichilisce, condanna senza appello e segna a fuoco come inesistenti, fondate sul nulla, le tesi complottiste riguardo all’avocazione delle inchieste Why Not e Poseidone, tolte, appunto, all’ex pm di Catanzaro.

L’intervento / «A de Magistris sfugge che
la sentenza di appello non esiste più»

Partiamo dalla bandiera bianca alzata in vista della partecipazione alle elezioni del 2020 in Campania. Luigi de Magistris si è attenuto ancora una volta al copione che ormai lo accompagna da anni (lo stesso delle passate Europee): all’inizio, clamore e dichiarazioni «populiste» per far sapere che parteciperà alle elezioni, con tanto di scelta del nemico da combattere e da battere.

Bandiera bianca
in vista
delle elezioni regionali
in Campania

Poi man mano comincia la marcia indietro fino a quando, i tempi stretti e la chiara impossibilità di iscriversi alla corsa (i motivi li abbiamo ampiamente descritti e non è il caso di tornare sull’argomento) fanno venire a galla la realtà.

L’approfondimento / Giggino ha un solo
e unico problema politico: lo stipendio

Adesso il sindaco, così dice, si dedicherà esclusivamente al suo mandato, fino alla scadenza del 2021. Il futuro? Il campo largo, con la presentazione, sempre così dichiara, a eventuali Politiche nel 2022. Intanto, e andiamo al punto 2 della settimana terribile, incassa il Conte bis, il Governo giallo-rosso, che scompagina definitivamente i piani (assai velleitari, in verità) di elezioni anticipate e di partecipazione, da parte di de Magistris, alla competizione nazionale.

E poi, terzo punto della «black week» di Giggino, la sentenza dei giudici della Suprema Corte, che mettono la parola fine sulla vicenda dell’avocazione delle inchieste Why Not e Poseidone. Checché ne dica l’ex pm, che si appella adesso alla lettura delle motivazioni della sentenza, la Cassazione, ha decretato che i fascicoli furono tolti all’allora pubblico ministero di Catanzaro,  in maniera completamente legittima.

Leggi anche / «Why Not, l’unico fatto storico sono
i fallimenti giudiziari di de Magistris»

Non furono commessi reati d’abuso d’ufficio: ai danni di de Magistris, dunque, non ci fu alcun complotto. Tutto il contrario, praticamente l’opposto, rispetto a quanto aveva denunciato il sindaco, dopo che le inchieste gli furono tolte. E allora, tornado al post del lunedì, ci chiediamo quale sarà l’argomento principe dello scritto.

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Atteso pure, che per quel che riguarda i propositi futuri, il sindaco e deMa sono chiamati a una riunione proprio il 16 settembre. Una riunione con gli arancioni, indetta pure per chiarire il commissariamento di Roberta Gaeta e Laura Marmorale, da parte di Attilio Auricchio. A proposito, al summit, è scontata la presenza di quest’ultimo, dg e capo di Gabinetto del Comune, oltre che braccio destro, e sinistro, del primo cittadino di Napoli.