Luigi de Magistris con Alessandra Clemente, e Eleonora De Majo

Gli equilibri per il futuro del Comune di Napoli

di Giancarlo Tommasone

E’ ormai partita la corsa all’investitura per la successione a Luigi de Magistris, nella guida di Palazzo San Giacomo. Lo stesso sindaco ha più volte fatto intendere, che la sua scelta ricadrà su un giovane, e magari su una figura femminile. Stando così i fatti, appare cosa assai semplice comprendere come le papabili siano Alessandra Clemente ed Eleonora De Majo. Ma quali sono le caratteristiche delle due «prime donne» del Comune, caratteristiche tali che necessariamente influiranno sulla decisione di de Magistris, appannaggio dell’una o dell’altra? Sicuramente, la bilancia pende a favore della Clemente. Per diversi motivi.

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Primo, perché l’assessore ai Giovani, potrebbe rappresentare il «ponte» con il Pd, anche in virtù di una riconoscibilità che le deriva dall’associazionismo, di cui è da sempre espressione. Tale background le potrebbe spalancare le porte di una alleanza con il Partito democratico, particolare di fondamentale importanza strategica, se non si vuole rischiare di consegnare il Comune al governo della destra, o addirittura della Lega.

Il secondo motivo che porterebbe de Magistris a scegliere la Clemente, è relativo al fatto che in questi anni l’assessore ha allacciato una serie di proficui rapporti con la società civile, l’imprenditoria, il mondo del commercio. Ad esempio, sono ottimi gli agganci della Clemente in Confcommercio e in Confersercenti. E poi non bisogna dimenticare che l’assessore ai Giovani, ha dalla sua anche i media. Di contro, su questo versante, la De Majo segna il passo, lo dimostra il fatto che ha serie difficoltà nel riuscire a riabilitare la sua immagine, dopo che i giornali hanno cominciato a sparare ad alzo zero contro il suo antisionismo. Invece, Clemente, anche per il fatto di avere due zii, Sandro e Guido Ruotolo, che sono nomi storici del giornalismo locale e nazionale, ha tutta una serie di relazioni con il mondo dei media che sicuramente De Majo non può esibire.

Terzo motivo a favore della Clemente è rappresentato dal fatto, che lei proviene da una esperienza associativa e nella società civile, che è diametralmente opposta ed è molto più rassicurante per l’elettore medio, moderato, rispetto a quella antagonista di Insurgencia, mondo di cui è espressione Eleonora De Majo. Mondo che ad esempio, troppo spesso si esaurisce nella contestazione di piazza, e di facciata, o di quella a suon di sacchetti della spazzatura contro il governatore De Luca; o nell’occupazione di spazi ed edifici pubblici, trasformati poi in discoteche o luoghi in cui tenere concerti. Posti mascherati, nemmeno tanto bene, da centri sociali, perché dello spirito dei centri sociali non incarnano alcunché.