venerdì, Maggio 20, 2022
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Giggino turista a Sanremo (ma ci sarà arrivato in autobus?)

di Giancarlo Tommasone

«Sono stato a Sanremo su invito di Enzo Avitabile. Tanto Sud. Napoletani e campani nella ristorazione, nella musica. Orgoglio mediterraneo. Complimenti a tutti con un abbraccio particolare ad Enzo Avitabile e Peppe Servillo». E’ il testo della ‘cartolina’ dalla città dei fiori che il sindaco de Magistris spedisce da Facebook.

Il sindaco de Magistris turista a Sanremo (fonte Facebook)

E allora, il primo cittadino partenopeo, si è preparato ed è partito. Non fa niente che Napoli in questi giorni (e non solo in questi giorni) non se la passi proprio bene dal punto di vista dei servizi e in particolare dei trasporti, per i quali è stata una settimana nera. E dunque, come sarà arrivato Giggino a Sanremo? Vogliamo sperare per lui, non in treno o in pullman. Magari, ha preso pure il treno o un autobus per raggiungere la Liguria, ma speriamo che non abbia scelto di aspettare il bus dell’Anm o il treno della Metro per raggiungere la stazione centrale di Piazza Garibaldi.

Ce lo immaginiamo, povero sindaco, ad attendere ore al freddo, oppure a innervosirsi per il fatto che dal Vomero, le corse della Linea 1 della metropolitana si fermino a Dante o alla stazione del Museo. E’ qui che purtroppo bisogna cambiare treno, aspettare che passi, e finalmente raggiungere Garibaldi. Lasciando stare il modo in cui sia arrivato a Sanremo, ci preme sottolineare che ormai Giggino è completamente immerso nella dimensione di Sud, musica, ristorazione e orgoglio mediterraneo. Perché, è bene specificarlo, esiste un orgoglio partenopeo, un orgoglio campano, un orgoglio meridionale e un orgoglio mediterraneo. Varianti nella forma e non nella sostanza di ‘Napoli, pizza, sole e mandolino’ e del ‘napoletano, che se non canta, muore’. Ma non erano gli stereotipi che ultimamente combatteva? La risposta è difficile. E allora ci limiteremo a salutare Giggino dalla nostra città che si sente un po’ più sola senza il suo subcomandante. Solo perché Sanremo è Sanremo. E Napoli, ultimamente, è sempre meno Napoli.

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