Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

di Giancarlo Tommasone

«Panta rei», tutto scorre, avrebbe detto di sovente Eraclito, a cui è attribuito l’aforisma. Tutto, pure il tempo, e a fare i conti con le tappe obbligate delle prossime consultazioni, c’è Luigi de Magistris. Anzi no. Chi segue le performance del primo cittadino di Napoli, è abituato ormai alle sue uscite eclatanti. Ultima delle serie quella di presentarsi come anti Salvini (e salva Patria) alle elezioni politiche come candidato premier, nel caso in cui la crisi di Governo approdi proprio al ritorno alle urne.

Luigi de Magistris e Matteo Salvini

Possibilità quest’ultima, che con il passare dei giorni sta perdendo consistenza, in virtù di un probabile accordo tra M5S e Pd, il famoso Governo giallo-rosso. E allora, Giggino cosa farà? Tornerà a virare sulle Regionali, vestendo i panni, questa volta, dell’anti De Luca? Poco probabile come ipotesi. Il nostro giornale, più volte, ha spiegato perché il sindaco non può concorrere alla presidenza di Palazzo Santa Lucia. A partire proprio dall’inconsistenza del soggetto politico deMa, una discreta associazione culturale, ma niente di più.

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Che pochissimi conoscono oltre i confini napoletani e che ha presenza fuori dalla provincia partenopea alquanto esigua. I circoli «extranapoletani» allestiti in Campania, le cosiddette agorà territoriali, sono appena 5: uno a Salerno, tre nella provincia salernitana e uno a Limatola, paesino di quattromila anime del Beneventano. Inoltre, dovesse presentarsi adesso alle elezioni regionali, deMa, insieme a un’altra manciata di civiche, rappresenterebbe la quarta, se non la quinta forza in lizza, dietro gli schieramenti di centrosinistra e centrodestra. Assodato il fatto che il naturale candidato del centrosinistra è il presidente uscente Vincenzo De Luca, de Magistris si troverebbe senza un partito, né una struttura pronti a sostenerlo. Out sia Insurgencia, che Potere al Popolo, il sindaco non potrebbe imbarcarsi, è naturale, con il Pd, che si terrebbe ben lontano dal rompere con De Luca. Quest’ultimo, è cosa acclarata, de Magistris non lo vuole. E allora, come è stato per le Europee, anche per le Regionali, il sindaco di Napoli tira i remi in barca.

I suoi fedelissimi lo sanno da aprile: Giggino non avrebbe alcuna possibilità (né intenzione) di iscriversi alla corsa per Palazzo Santa Lucia.

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la rivincita di Capitan Giggino (persa già in partenza)

Ha continuato a seguire il copione a lui più congeniale, quello delle uscite ad effetto, le stesse che costituirebbero il bluff della presunta candidatura al Parlamento.

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Le stesse, attraverso le quali cerca di occupare la ribalta nazionale, e molto spesso si rivelano dei boomerang mediatici. Capolavoro insuperabile della serie, la passeggiata a mare a cui si è ridotto il progetto della flotta salva migranti.