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“L’esercito turco e jihadisti siriani sono entrati ad Afrin, roccaforte del Kurdistan Siriano. Si rischia ennesima ecatombe di civili e pulizia etnica. Ancora vittime innocenti ed attacco ai curdi che hanno anche liberato Raqqa dall’Isis. Nel silenzio dei Governi Europei!”. Cosi’ in un tweet il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dopo che per un lungo periodo aveva abbandonato la passione per la politica estera.

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D’altronde, è noto l’amore di deMa per quello che accade fuori dai confini nazionali. Nei saloni della Casa comunale Giggino si è fatto fotografare con gli araldi dell’Azerbaijan, del Principato di Monaco, del Kazakhstan, dell’Islanda, dell’Indonesia, del Pakistan, della Lettonia e dell’Armenia. Chiunque non parli italiano, è il benvenuto in Comune; infatti ha ricevuto e continua a rivere delegazioni consolari e ambasciatori di ogni dove.

Il sindaco ama anche viaggiare, però. Tanto. È stato in Palestina, a San Francisco e a New York. Tra una delibera e un tweet sul potere rivoluzionario arancione, ha fatto una capatina a Bruxelles e ad Amburgo. Un attimo prima era in consiglio comunale, quello successivo stava prenotando per San Pietroburgo. E ancora trasferte a Vienna e a Barcellona. È stato anche il primo amministratore locale (e a occhio e croce pure l’unico) a fare rotta su Baku, in Azerbaijian che non è proprio una meta internazionale di prim’ordine. Oggi, torna a parlare di Turchia.

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