Il sindaco Luigi de Magistris festeggia la vittoria coi centri sociali

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Hasta la poltrona siempre. Ma non era la «victoria»? Ah, sì, certo quella arancione. Poco conta la differenza di termine, alla fine il risultato è lo stesso: arrivare fino al Palazzo, come diceva mister Sarri, uno che di sinistra ne capisce e ne pratica. In questo caso a Palazzo San Giacomo, passando da Insurgencia. Eh, già, perché il laboratorio, più che un centro sociale sembra essere diventato un centro per l’impiego.

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Passa di lì buona parte
del «direttivo»
della cosiddetta sinistra
oltranzista
di Piazza Municipio
e di alcuni relativi
parlamentini

L’ultimo capitolo di una distorta e alquanto utilitaristica visione del «guevarismo Spritz» è stato scritto qualche giorno fa, quando Laura Marmorale, già assessore in III Municipalità, è stata chiamata dal sindaco de Magistris a occupare una poltrona in Giunta. Un salto di qualità di una carriera partita da Insurgencia, cresciuta a Stella-San Carlo all’Arena e arrivata fino a Palazzo San Giacomo.

Cresciuta sotto a guida di un altro politico proveniente dagli ambienti del centro sociale, il presidente Ivo Poggiani, dato da molti come prossimo candidato sindaco di Napoli, quando Giggino sarà costretto dalla conclusione dei due mandati, ad abdicare.

Il primo cittadino
dal pugno chiuso facile,
manco fosse Jeeg-Robot,
si è circondato
di diverse persone
provenienti da Insurgencia

Una risponde al nome di Pietro Rinaldi, che dovesse dimettersi da consigliere comunale, andrebbe ad occupare il posto di capo di gabinetto della Città Metropolitana. Rinaldi eletto nelle fila di Sinistra in Comune e poi passato a deMa, è un personaggio dai trascorsi di centro sociale e molto vicino a de Magistris. Passiamo poi alla coppia barricadiera di Palazzo San Giacomo. Due che del centro sociale sono sedicenti leader: i compagni di lotta e di vita, Eleonora de Majo e Egidio Giordano.

La prima, consigliera comunale, che si sta ritagliando
sempre più spazio politico in Comune

Il secondo che, non si sa come né perché, pur non essendo stato eletto, è tenuto nella massima considerazione ed è sempre pronto a dire la sua e a farsi ascoltare, tanto da sembrare un vero e proprio consigliere aggiunto. E tanto da far chiudere tutte e due gli occhi al sindaco sul dito medio «lanciato» dal balcone del Municipio e su altre uscite non proprio felici. Dicono, perché «comunque fa parte del coordinamento di deMa». Del resto, non è un mistero, Egidio e Giggino sono amici, e «vagoncini» dello stesso festante trenino. Una cosa è l’amicizia, un’altra la politica. Però, magari, nel caso di de Magistris e Insurgencia, è lo stesso.

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