Luigi de Magistris appoggiato a un albero

di Giancarlo Tommasone

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Ha fatto rapidamente il giro dei social l’ultimo scritto del sindaco Luigi de Magistris (l’«editoriale del lunedì» a cui ci ha ormai abituati da tempo), che questa volta ha avuto ad oggetto la devastazione dell’ambiente, in atto in Amazzonia, e nel resto del mondo. Novello Bono Vox, anche se adesso va per la maggiore Greta Thunberg, il primo cittadino partenopeo imputa alle «politiche finanziarie, economiche ed industriali mondiali degli ultimi decenni, fondate sull’accumulazione di ricchezze nelle mani di pochi e sul consumismo universale senza limiti», la deriva del Pianeta, portato sull’orlo dell’abisso. Pensiero trito e ritrito, in verità, che comunque risulta condivisibile.

La «lettera aperta»
postata dal sindaco
nella mattinata di ieri

Anche se, come spesso capita, Giggino guarda all’universo tutto, dimenticando di partire dal particolare, e soprattutto di guardare nella «casa» che è stato chiamato ad amministrare dagli elettori. Affronta l’emergenza inquinamento e il rischio per le risorse («acqua, terra e aria», ndr) e non vede l’emergenza, per il verde e l’inquinamento, che si vive a Napoli. Su questo versante la città se la sta passando tutt’altro che bene. Qualche esempio su quelli che di fatto rappresentano, o dovrebbero rappresentare i polmoni verdi del capoluogo partenopeo?

La situazione di abbandono del verde
che si vive nella città partenopea

A far notare le condizioni inaccettabili di Virgiliano, Floridiana e della zona di Posillipo (con la famosa «strage dei pini»), sono alcuni internauti che commentano il post lasciato su Facebook, dal sindaco. Roberto, ad esempio, scrive: «Segnalo che i parchi comunali assomigliano all’Amazzonia, relativamente alla mancanza di cura. Fra l’altro, alcuni sono pure chiusi il pomeriggio, senza motivo, d’estate, negando un po’ di fresco ed ombra a chi è rimasto in città». In effetti, il motivo della chiusura anticipata degli spazi verdi, va fatto ricadere sulla mancanza di personale, che si traduce con l’assenza di manutenzione e di controlli. Il mese d’agosto è stato terribile per la Floridiana, che va avanti da anni, a «tempo determinato».

Cancelli serrati
nel pomeriggio
per i parchi pubblici

I pochi turisti che l’hanno visitata, ma soprattutto i napoletani che vi cercavano refrigerio, hanno dovuto fare i conti con degrado, assenza di sorveglianza, e cancelli chiusi nel pomeriggio, a partire dalle 16.30. Restando nell’ambito dei parchi, Napoli è pure la città che ha praticamente serrato l’ingresso per circa 9 mesi, del Parco Mascagna, meglio conosciuto come i giardinetti di Via Ruoppolo. Siamo nella zona collinare, praticamente sulla linea di confine tra Arenella e Vomero.

Il Parco Mascagna
è stato negato
alla cittadinanza
per circa 9 mesi

Il paventato crollo di rami, per alberi attaccati da parassiti, e soprattutto i ritardi e la mancanza di personale (agronomi, giardinieri e manutentori) che doveva occuparsi di risolvere il problema,  ha impedito la fruizione dello spazio ai cittadini. Della «strage dei pini» (abbattuti perché attaccati da parassiti) a Posillipo, si è già ampiamente parlato. Dopo il taglio degli alberi, ci si aspetta possa ripartire la piantumazione, «aspetta e (inutilmente) spera», scrive un frequentatore di una pagina Fb, dedicata al quartiere posillipino.

Il sindaco parla di difesa e di cura dell’ambiente e dimentica quanto registrato lo scorso inverno, quando pure a causa della mancata manutenzione del verde pubblico, si è temuto quotidianamente l’effetto del maltempo sulla tenuta degli alberi, e le scuole sono rimaste con i cancelli serrati, in via precauzionale, per diversi giorni. Perché il problema della cura delle piante resta al centro, se non l’elemento focale dell’emergenza del verde napoletano. Vogliamo ricordare che a Napoli si sono registrate vittime a causa della caduta di alberi.

Il crollo segnalato
dal consigliere
del Pd, Diego Venanzoni

Manco a farlo apposta, qualche ore dopo la pubblicazione del post «amazzonico» del sindaco, c’è da segnalare quello del consigliere comunale del Partito democratico, Diego Venanzoni.

Il consigliere Venanzoni denuncia l’ennesimo crollo di una pianta al Vomero (fonte Facebook)

Il rappresentante dei dem, ha diffuso (su Facebook) un autoscatto con un albero collassato al suolo. «E mentre Luigi de Magistris mostra la sua giusta e doverosa sensibilità verso il grande patrimonio arboreo dell’Amazzonia che va bruciando, i ragazzi della scuola media Viale delle Acacie al Vomero, il quartiere del primo cittadino, non potranno entrare a scuola. Che scherzi gioca il destino. Mettiamoci al lavoro», scrive Venanzoni.

Ultimo breve passaggio sul tema dell’inquinamento e dei roghi, pure affrontato dal primo cittadino «nella sua lettera aperta all’umanità».

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Alcuni residenti della zona orientale, segnalano a de Magistris gli incendi di pattume registrati in questi giorni a Barra e a San Giovanni, e soprattutto i problemi con il sito di stoccaggio di rifiuti allestito nell’ex area Icm in Via Nuova delle Brecce, che tanti disagi sta arrecando ai cittadini. Sulla questione e sui paventati rischi per la salute dei residenti dell’area orientale, è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle, che attraverso una interrogazione (primo firmatario il senatore Vincenzo Presutto) ha definito la zona Est, «pattumiera di Napoli».