Vincenzo De Luca ed Enrico Coscioni

Il governatore della Campania torna a minacciare la zona rossa, ma l’Agenas: si prevede una diminuzione degli infetti dell’11%

di Giancarlo Tommasone

Già ce lo immaginiamo il governatore Vincenzo De Luca, mentre in una ipotetica trasposizione moderna della scena, vestendo i panni di novello Giulio Cesare, si rivolge al suo fedelissimo Enrico Coscioni – per l’occasione, nel ruolo di Marco Giunio Bruto – affermando, affranto: «Tu quoque, Brute, fili mi (anche tu, Bruto, figlio mio)». Naturalmente abbiamo saturato il tutto, ma in fin dei conti il succo della storia cambia di poco. Perché il presidente della Regione, che nelle scorse ore ha minacciato per l’ennesima volta la zona rossa in Campania, è stato letteralmente smentito dal suo superconsulente alla Sanità, oltre che presidente dell’Agenas (Coscioni, appunto).

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L’Agenzia nazionale che monitora i singoli sistemi della sanità delle regioni, infatti, annunciando la creazione di un nuovo algoritmo, sviluppato con l’Università di Trento – si tratta del sistema predittivo «R star con t» [R*(t)] -, ha sottolineato come la sua prima applicazione ha «consentito di prevedere per la prossima settimana una riduzione media dell’1% d’infetti, pur con marcate oscillazioni regionali. In Campania, il nuovo sistema di previsione epidemiologica avrebbe stimato una crescita d’infetti del 4%». «Una buona notizia, dal momento che, dal 16 al 22 febbraio 2021 (ieri, praticamente, ndr), il numero di nuovi infetti è cresciuto di ben 10.436 unità (+15%)», quindi per la prossima settimana si prevede un calo dei contagi di meno 11 punti percentuali, rispetto al precedente periodo considerato. Naturalmente, questo al netto delle ulteriori restrizioni scattate con il ritorno in zona arancione, della Campania.

Ma andiamo a vedere cosa ha detto De Luca, ieri: «Ci siamo divertiti, vi siete divertiti, pizze, ristoranti, siamo in zona arancione e se non stiamo attenti, fra poco andiamo in zona rossa. Ve l’avevo detto. Ma per tanti versi abbiamo città che sono totalmente fuori controllo. Ho visto solo domenica le transenne a lungomare Caracciolo quando ormai non servivano più a niente… se la sera dopo le 6 ognuno fa quello che vuole e nelle piazze e nelle strade la metà stiamo senza mascherina, siamo perduti». Una visione «apocalittica», che però, se si guardano i numeri – nel caso quelli dell’Agenas – si riduce a ennesima esternazione priva di fondamento, innescata dalla solita modalità del «terrorismo psicologico».

Dal Tar un altro schiaffo a De Luca:
riaprono le scuole a Marano e Villaricca

Qualcuno si chiede: se De Luca avesse visto le cifre della Agenzia presieduta da Coscioni, avrebbe detto lo stesso le cose che ha detto? Non lo sappiamo. Ma possiamo ipotizzare, viste ormai le sue uscite fuori controllo, che non avrebbe lo stesso perso occasione per recitare la parte di fustigatore dei costumi,  e minacciare il lockdown. Sul nulla, lo ribadiamo. Tra l’altro che la situazione non sia così drastica – vivaddio – sul fronte dell’aumento dei contagi, è dimostrato anche dall’andamento dell’indice Rt nella nostra regione, che nei cinque periodi settimanali considerati dall’Anci Campania (ossia dal 20 gennaio al 17 febbraio 2021), denota una classe di rischio che oscilla da bassa a moderata,  senza mai diventare alta.

Anche a questa tabella, il governatore avrebbe dovuto dare un’occhiata, e ci fa ipotizzare che non l’abbia fatto. Ma lo conosciamo, De Luca è uno che mantiene la linea, a oltranza, anche quando i numeri gli danno torto, e continua con il suo racconto che nei fatti stravolge la realtà. E fa emergere una confusione pressappoco totale. Come quando – una decina di giorni fa – è capitato per il pasticcio sulle cifre relative ai posti letto in terapia intensiva. Il bollettino quotidiano (dell’undici febbraio scorso, ndr) emesso dall’Unità di crisi campana ha dato letteralmente i numeri. L’incongruenza è stata rilevata ancora una volta dall’Anci. Nella tabella fornita dall’Unità di crisi, ci si trova (per tutte e 5 le province campane) davanti a 119 posti letto occupati in terapia intensiva su 189 «totali» disponibili.

L’indicazione, però si riferisce, ai soli casi di pazienti Covid, e messa così la cosa, emerge che i posti letto occupati sono il 58% di quelli a disposizione (in totale). Cosa che però non è assolutamente esatta, perché in Campania, quello stesso giorno (11 febbraio) il dato dei posti letto disponibili nelle terapie intensive («generali») e diramato dall’Unità di crisi, è di 656. Quindi, rifacendo i calcoli, se su un totale di 656 posti disponibili, 119 sono occupati, avremo una percentuale nemmeno del 20%, ben differente dal 58% pubblicato sul bollettino.

Tornando all’ultimo j’accuse di De Luca, non si è fatta attendere la risposta di Luigi de Magistris. «De Luca sbaglia a colpevolizzare la gente perché se si è in zona gialla è normale che le persone escano e anzi io sarei per aprire i locali h24, soprattutto al Sud andando verso le belle giornate, perché così si riducono gli assembramenti. Se non si vuole vedere la gente per strada allora si deve fare la zona rossa». Ha detto il sindaco di Napoli, a Tagadà su La7, commentando appunto, le dichiarazioni «funeste» del presidente della Regione Campania.