De Luca
Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca

Il governatore della Campania e la diretta su Fb con cui ha annunciato il blocco totale

di Giancarlo Tommasone

Il governatore De Luca continua a manipolare la realtà, un comunicato diffuso nelle scorse ore ha imputato all’opposizione al coprifuoco indetto dal Governo centrale, la protesta scoppiata ieri sera a Napoli. Non è assolutamente vero: la gente è scesa in piazza per contestare il lockdown totale, annunciato in diretta Facebook dal presidente della Regione Campania. In piazza c’era il popolo napoletano, c’erano operai, imprenditori, professionisti, studenti, comuni cittadini. E’ vero, c’erano pure facinorosi infiltrati in una manifestazione pacifica, ma anche questi ultimi rappresentano una porzione di popolo. A manifestare, in stragrande maggioranza, gente terrorizzata dai propositi del blocco, condivisi dal numero uno di Palazzo Santa Lucia, attraverso la violenza verbale che dispensa da settimane. Violenza verbale giunta al punto di non ritorno durante la diretta di ieri, andata in onda alle 14.45. Quando in maniera «brutalmente chiara», De Luca ha detto che a breve avrebbe «chiuso tutto». E ha chiesto ai campani, di essere «soltanto esseri umani».  Cosa ha voluto dire? Che sono delle bestie? Individuiamo adesso i passaggi principali della diretta, con la quale il governatore ha continuato a distrarre i cittadini dalla realtà del suo fallimento. Realtà che è incontestabile, sia ben chiaro: sette mesi di niente sul fronte della sanità, dell’economia, della scuola, dei trasporti. Sette mesi di nulla per arginare il numero dei contagi.
Punto 1: il governatore ha nei fatti, durante la sua ennesima performance teatrale, insultato le mamme che hanno chiesto (e continuano a chiedere) la didattica in presenza, chiudendo la cosa con un laconico e al contempo, così espressivo: lasciamo perdere, dovremmo dire cose pesanti. In che senso? Come avrebbe voluto definire De Luca, le mamme che hanno invocano la didattica a distanza?
Punto 2: il governatore si è presentato mostrando una tac polmonare di un 37enne che ha contratto il Covid, immagine che altro effetto non ha avuto che quello del puro e crudo terrorismo psicologico.
Punto 3: ha accusato i singoli comportamenti di aver portato la Campania in una situazione critica, senza nemmeno aspettare l’esito del coprifuoco indetto dal Governo. Ciò significa che De Luca aveva programmato di chiudere tutto già in precedenza, e che ha utilizzato la storia del coprifuoco come ballon d’essai. Vale a dire ha saggiato la direzione del vento nel giorno del dispositivo programmato per le 23 della sera successiva, si è piazzato davanti alle telecamere, e tout court, «brutalmente» ha annunciato il blocco totale.
Punto 4: prima di portare a conoscenza dei cittadini, una soluzione così impattante sulla sorte di ognuno, non ha programmato alcunché rispetto alle risorse da mettere in campo per supportare la crisi economica innescata dal lockdown che si appresta a decretare.
Detto ciò, va fatta un’ultima considerazione: il governatore De Luca ha la principale responsabilità rispetto agli scontri scoppiati ieri, perché attraverso l’annuncio in diretta Facebook ha contribuito a inasprire gli animi e a impaurire i cittadini. Li ha impauriti con dichiarazioni forti, da dentro o fuori, senza rassicurarli sulle misure atte a sostenere i nuclei familiari sotto l’aspetto economico. E secondo copione, stamattina, ha dichiarato: «Ieri sera si è assistito a Napoli a uno spettacolo indegno di violenza e di guerriglia urbana organizzata, che nulla ha da spartire con le categorie sociali. Ieri si applicavano le stesse ordinanze a Milano, Roma e Napoli». Lo ripetiamo, De Luca non offenda l’intelligenza dei cittadini partenopei: a Napoli, la gente è scesa in piazza contro il lockdown annunciato dal governatore.

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