Il governatore campano Vincenzo De Luca e il generale Francesco Paolo Figliuolo

Il governatore campano Vincenzo De Luca, nella consueta diretta Facebook del venerdì, attacca il commissario ai vaccini, richiama all’ordine Draghi, trova il tempo di parlare di Di Maio, ma dimentica Manfredi e il patto per Napoli.

La solita lunga diretta che ha toccato vari argomenti, quella del governatore campano Vincenzo De Luca, durante la quale ha avuto tempo e modo di attaccare il commissario ai vaccini Francesco Paolo Figliuolo (“deve solo distribuirli, bastava Amazon”), il ministro degli esteri Luigi Di Maio sulla questione Uggetti (“le sue scuse mi sembrano come quelle delle br”), ma ha dimenticato di citare, anche solo di passaggio, Gaetano Manfredi, candidato alle prossime elezioni comunali per il centrosinistra, così come il tanto famoso patto per Napoli annunciato dai leader di Pd, M5S e Leu.

Il tema principale è stato quello dei vaccini. “Abbiamo recuperato 100mila dosi, siamo a meno 84mila rispetto a quanto dovuto. Ieri abbiamo fatto una richiesta al commissario che distribuisce i vaccini, per applicare alla Campania da oggi in poi, il criterio che abbiamo applicato con la popolazione più anziana, a gennaio, febbraio e marzo quando si è deciso di distribuire più vaccini alle regioni con un numero più alto di 80enni e 70enni, adesso che si apre la vaccinazione per i 16-40enni la Campania essendo la regione più giovane ha un numero più elevato di persone da vaccinare. Stiamo ancora aspettando una risposta dal commissariato”.

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Proprio in merito al generale Figliuolo, De Luca va giù duro. “Ho sentito esaltazioni rispetto ai ruoli del commissario. Il commissario deve fare solo la distribuzione dei vaccini. Potremmo farla con un accordo con Amazon o assumendo qualche decina di giovani che vanno in giro a distribuirli. Ci sono state delle esaltazioni francamente incomprensibili. Quando sono arrivati i vaccini li abbiamo distribuiti e se li avessimo distribuiti direttamente alle Regioni avremmo fatto prima”. “Il ruolo – ha aggiunto – che ha avuto lo Stato centrale à stato di ritardo e confusione, non di accelerazione”.

“Ieri in Campania – ha aggiunto De Luca – abbiamo superato il traguardo delle 72mila vaccinazioni nelle 24 ore, andando oltre l’obiettivo prefissato qualche mese fa dei 60mila vaccini al giorno. L’obiettivo è vaccinare tutti i cittadini di Napoli entro luglio. Se avremo le dosi necessarie riusciremo a centrare l’obiettivo. Sempre ieri – ha proseguito – abbiamo superato i 3 milioni di dosi complessive con 1 milione di persone che hanno avuto prima e seconda dose: mi sembrano numeri importanti”.

La vaccinazione dei maturandi

Per De Luca, adesso l’obiettivo principale è la vaccinazione dei maturandi: “Se arrivano i vaccini entro domenica – ha detto – dai primi di giugno possiamo vaccinare anche i ragazzi che dovranno sostenere l’esame di maturità. Si farà sulla base dell’autocertificazione con il vaccino Johnson & Johnson sopra i 18 e col Pfizer sotto i 18 anni. In una settimana – ha aggiunto il governatore – completiamo l’immunizzazione del comparto turistico alberghiero. Quella sulla isole è stata una grande operazione”.

De Luca ha anche portato alla luce una problematica, ovvero che “in Campania abbiamo una quota rilevante di cittadini che non ha dato la disponibilità a vaccinarsi. La vaccinazione non è obbligatoria, tranne che per il personale medico, qui abbiamo un 15% di cittadini che non ha voluto vaccinarsi, quindi abbiamo centinaia di migliaia di persone esposte al contagio. Per questo occorre ancora molta prudenza”.

Il bonus da 10mila euro ai giovani

Il governatore della Campania è tornato poi a bollare come “sbagliata e pericolosa” la proposta di un bonus giovani da 10mila euro. “Trovo sconcertante – ha detto – che le forze politiche che propongono di dare un bonus, non comprendano che ai giovani bisogna dare un lavoro e non dicano una parola sul piano per il lavoro in favore dei giovani del Sud. La mia opinione è che non dobbiamo dare neanche un euro che non sia collegato a una prestazione di lavoro o alla formazione. Aiuti concreti e borse di studio ai giovani sì, ma regali no. Voglio ricordare che i regali servono in parte nelle aree del Sud a finanziare la manovalanza della camorra, della ‘ndrangheta e della mafia”.

E sempre rivolgendosi al governo e al premier Mario Draghi, ha affermato che “nel decreto Semplificazione c’è un elemento negativo di centralizzazione burocratica che rischia di paralizzare tutto il programma di interventi del piano di rilancio. Le Regioni porranno il problema sperando di essere ascoltate”. “Se Draghi si illude – ha spiegato De Luca – che con la centralizzazione delle responsabilità si accelerano i cantieri capirà presto che si sta sbagliando. Se non ci fossero state le Regioni la gestione del Covid sarebbe stato un disastro inimmaginabile. Il Governo ha avuto il merito di aver imposto all’ Italia la linea della prudenza ma per il resto il suo ruolo si è limitato alla distribuzione dei vaccini”.

“II tema delle semplificazioni è enorme – ha aggiunto De Luca – e ha accumulato decenni di palude burocratica. Non sarà facile avviare un lavoro di sburocratizzazione e tuttavia è un obiettivo essenziale per rilanciare il Paese. Possiamo contare anche su uno/due elementi positivi a fronte di decine di situazioni non risolte. L’elemento positivo è quello contenuto nella proposta di legge della Campania e fatta propria dal Governo, cioè l’ipotesi di non bloccare le opere quando ci sono ricorsi amministrativi al Tar. Probabilmente abbiamo avuto un ruolo nel dare consapevolezza del problema”.

Le scuse di Di Maio a Uggetti

“Ho visto che l’onorevole Luigi Di Maio su un giornale ha chiesto scusa al sindaco di Lodi che è stato messo in galera, che è stato massacrato dai 5 Stelle, cinque anni fa, da tanti organi d’informazione, gli hanno rovinato la vita e dopo 5 anni è risultato innocente. Abbiamo alle spalle anni di barbarie, si sono divertiti tutti i frustrati di questo Paese, quanti ne abbiamo trovati anche nel mondo dell’informazione. Bello aggredire chi aveva la responsabilità pubblica, lo sport più diffuso in Italia negli ultimi 10 anni”. Ha aggiunto il presidente della Regione Campania. “Bene – dice De Luca – apprezzo quello che ha detto Di Maio, sinceramente e che abbia chiesto scusa. Pongo due problemi: ci volevano 10 anni per capire una cosa che qualsiasi persona di buon senso poteva capire?”.

“Ci volevano 10 anni per capire che un cittadino va rispettato fino a sentenza definitiva e dieci anni per capire che nessuno ha diritto di massacrare una famiglia, una persona, per divertirsi, per fare speculazione politica e sciacallaggio? – rimarca De Luca-. Vi ricordate la lista degli impresentabili 6 anni fa che vergogna”. Poi l’affondo di De Luca: “Si tratta di un piano completamente diverso, nessuna confusione per amor di Dio, ma mi capita di ascoltare quelli delle Brigate Rosse che dicono ‘ci siamo sbagliati’, dopo 30-40 anni. Ci sono voluti 40 anni per capire che sparare a freddo a un padre di famiglia è un atto di bestialità”. Queste vicende che ci devono rendere prudenti, maturi e civili”.

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