Imperatore Vincenzo De Luca

Il governatore costretto a chiarire che non ci sarà un nuovo lockdown (anche perché da presidente della Regione non può dichiararlo) mentre commercianti e imprenditori sono sul piede di guerra

Sta forse iniziando a capire, il vecchio muflone di Santa Lucia (non si offenda, il governatore Vincenzo De Luca, ma fu lui a chiamare vecchi cinghialoni quelli che aspiravano a tornare a correre sul lungomare; e poiché lui non corre, come i cinghiali, ma è stanziale, ecco che la figura del muflone può tranquillamente andargli a pennello senza incorrere in diffamazioni di sorta). Sta forse iniziando a capire, dicevo, che non ha i pieni poteri, malgrado – sotto sotto – li aneli. L’ultima minaccia di chiudere tutto, lanciata prima nella diretta Fb solita e poi a «Porta a porta», non è passata sotto silenzio come quelle dei mesi scorsi, quando lo sgomento e la paura paralizzavano i campani e suggerivano loro di essere disciplinati. E così De Luca è stato costretto a rimangiarsi quello che aveva appena detto, specificando che lui – i lockdown – non può dichiararli, perché sono di competenza del governo nazionale. E il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ribadito chiaramente che non se ne parla.

L’Italia ha una economia moribonda, e una nuova serrata significherebbe farci finire in bancarotta. Peraltro, contro De Luca, si sono finalmente levate le voci di commercianti e imprenditori che non vogliono un altro giro di vite. Voci libere contro l’esercizio autocratico del potere di chi non ritiene di confrontarsi con nessuno. Una buona notizia per chi, pur essendo consapevole della difficoltà del momento, non è disposto a sottostare a una dittatura sanitaria che ha ben altri contorni.

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