Il governatore De Luca e un frame del video-collage pubblicato sulla propria pagina Facebook

Ecco perché contestare il governatore della Campania è giusto e sacrosanto

di Giancarlo Tommasone

E’ Vieneme a truvà, canzone di Gigi Finizio, la colonna sonora scelta dal governatore Vincenzo De Luca, per un video-collage che pubblica sulla propria pagina Facebook, ieri mattina. Un resoconto dal titolo inequivocabile, Uno in Italia ha detto la verità, sottotitolo: Piccolo promemoria per gli smemorati e gli sciacalli. In classico stile da autocelebrazione, sfilano numerosi interventi, a partire dal 4 aprile fino al 15 settembre scorsi. L’intenzione di De Luca è una e lo dice chiaramente nel titolo: sottolineare, che rispetto all’emergenza Covid, non solo nella nostra regione, ma nel resto della Penisola, è stato il solo a dire la verità. De Luca, dunque, ai autodefinisce il Verbo. Una azione del genere, però, a nostro parere, rappresenta un forte segnale di debolezza. Perché in sintesi, chi afferma: «Io l’avevo detto», e si attrezza per produrre le prove (il video, appunto) mostra oggi, di essere in seria difficoltà, e deve trovare sponda nel passato attraverso – nel caso specifico – qualcosa che attesti quanto fatto. De Luca è l’unico che ha detto la verità sulla pandemia? Se anche ciò fosse vero (e riteniamo che non lo sia), considerato il suo attuale immobilismo, è come se non avesse mai avuto ragione. E poi cosa significa ribadire quanto detto in  passato? Ce n’era bisogno? Forse il governatore ha temuto che di lui rimanessero impresse nella memoria (e questo, nei fatti, è accaduto) dell’opinione pubblica, solo le performance a lanciafiamme, attacchi verbali e lastra di una tac polmonare? E che la gente, si fosse persa per strada ore e ore di comunicazione, che definiremmo mediamente più «seria» e «istituzionale», di quella a favore di Crozza? Nel sottotitolo del collage, De Luca attacca smemorati e sciacalli. E fa intendere: è inutile attaccarmi, perché io l’avevo detto. Governatore Vincenzo De Luca, la contestazione, anche se fa male, si incassa, si metabolizza e si accetta. Lei è in politica da anni, dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro. La contestazione si combatte, correggendo il tiro e facendo le cose, non con un video in cui si autoproclama, scusi la ripetizione, il Verbo. Governatore De Luca, la gente ha il sacrosanto diritto di contestare. Lei non è infallibile (e alcune sue previsioni sbagliate, lo hanno provato). E tra l’altro, ci risulta che lei sia ancora a Palazzo Santa Lucia, e non a Piazza San Pietro. E comunque, viviamo in democrazia: potrebbe risultare scomodo, è vero, ma anche contestare il Papa è consentito. Si figuri contestare lei.  

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