Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca
Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca

A che cosa serve la maxi riunione (o maxi comizio) del 30 agosto tra il governatore e i presidi della Campania?

di Mauro Della Corte

A circa un mese dall’apertura dell’anno scolastico in Campania, nella nostra regione si addensano sempre più ombre sullo svolgimento in presenza delle lezioni. Se a livello nazionale il generale Figliuolo e il Governo hanno affermato che faranno di tutto per riaprire gli istituti scolastici regolarmente, nella nostra regione il governatore De Luca ha solo fatto proclami e gettato nello sconforto il personale scolastico, docente e non docente, i genitori e finanche gli alunni di ogni ordine e grado. Non si sa quando comincerà la scuola, forse a fine settembre ma non si esclude che si possa arrivare a ottobre.

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Il perché lo ha spiegato più volte lo «sceriffo» che dall’alto del suo scranno ha sentenziato: «Riapertura solo con l’80% degli studenti vaccinati». Peccato però che, mentre tutti i responsabili delle altre regioni (ma anche il Governo) assicurano il massimo impegno per la campagna vaccinale sui ragazzi tra i 12 e i 19 anni, il presidente della Regione Campania ha fissato una soglia molto alta difficile, da raggiungere. Cosa succederà? Ha spiegato anche questo. Probabilmente ritarderà il rientro tra i banchi dei ragazzi. Forse una settimana, forse due. Senza dimenticare che il 3 ottobre, a Napoli e in molti comuni, ci saranno anche le amministrative. Quale scusa migliore per prorogare la chiusura in caso di fallimento della campagna vaccinale? La colpa ricadrà magicamente sul governo «incompetente» che ha fissato la data delle elezioni senza considerare l’inizio della scuola.

Le migliori «strategie per favorire l’adesione»

Per evitare tutto questo, però, il governatore ha pensato bene (come già abbiamo scritto lo scorso 6 agosto in esclusiva) di «convocare» per il prossimo 30 agosto tutti i dirigenti scolastici campani e indottrinarli sulle migliori «strategie per favorire l’adesione della popolazione studentesca alla campagna vaccinale in corso». Convocazione che ha fatto nascere molte perplessità. Come si può «condividere» una strategia se all’assemblea si presenteranno almeno un centinaio di persone? Più facile che sia l’ennesimo comizio del «presidentissimo» che vien dal potentino.

Inoltre negli istituti comprensivi affiorano ulteriori dubbi. Un istituto comprensivo ha giurisdizione su scuola dell’infanzia, elementari e medie. I bambini fino agli 11 anni (quelli che frequentano fino alla prima media) non sono sottoposti alla vaccinazione, i ragazzi di seconda e terza media sì. Cosa succederà? L’ennesimo caos e, probabilmente, anche qualche caso di discriminazione. A un alunno di 11 anni sarà proibito di entrare in classe mentre a un ragazzo di 12 no? Insomma, per ora, dall’assessorato alla Scuola e dal governatore campano non sono giunte che chiacchiere. Soluzioni ai problemi zero.

A settembre si rischierà il caos in un mare magnum di direttive (emanate da dipartimenti, ministero dell’istruzione, della Salute, assessorato regionale alla scuola e presidente della Regione Campania) e l’esaurimento mentale degli operatori scolastici. Caos su cui interverrà il «presidentissimo» De Luca. Come? Lasciando bambini e studenti a casa. Tanto i fallimenti non saranno i suoi ma la colpa di tutto sarà del Governo e delle elezioni.

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