Ciro Verdoliva e il governatore Vincenzo De Luca
Ciro Verdoliva e il governatore Vincenzo De Luca

di Giancarlo Tommasone

E’ da alcuni giorni che il governatore della Campania Vincenzo De Luca ripete che riguardo alle ecoballe non c’è atto che non sia controllato dall’Autorità nazionale Anticorruzione. «Due anni fa la Regione Campania – dichiara il governatore, in un video postato sulla sua pagina Facebook il 19 febbraio scorso – ha stipulato un protocollo di legalità con l’Anac. Siamo l’unica regione d’Italia nella quale la gestione di rifiuti e acque è sottoposta a vigilanza e controllo dell’Anac. Le gare che facciamo per rimuovere le ecoballe vengono approvate dall’Anac che deve approvare il capitolato di gara, vigilare sulle aziende che si aggiudicano la gara. Un esempio nazionale di correttezza e di trasparenza».

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca

L’acronimo dell’Anticorruzione è ripetuto tre volte nel giro di poche parole. Tutto ciò per sottolineare un concetto: la Regione Campania lavora a stretto contatto con l’Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone. Ma basta questo per parlare anche di efficacia di tale rapporto basato sulla correttezza e la trasparenza? E soprattutto, esiste questa stretta collaborazione tra Palazzo Santa Lucia e Anac su tutto quello che riguarda la Pubblica Amministrazione? A ben guardare no, almeno in un caso. E quindi ciò che dice De Luca non corrisponde a cosa esatta. A stabilirlo, un precedente. E non bisogna nemmeno andare molto lontano nel tempo.

Il magistrato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione

E’ rappresentato dalle diffide che ha prodotto all’inizio dell’anno, l’azienda Florida 2000 per far rispettare proprio una delibera dell’Anticorruzione. La Florida 2000 sta ancora aspettando di subentrare alla Romeo Gestioni Spa, nell’appalto quinquennale per la pulizia delle aree a basso, medio, alto ed altissimo rischio, dell’Azienda ospedaliera Cardarelli. Ciò, nonostante l’Anac abbia riscontrato zone d’ombra e illegittimità nella fase di esecuzione dell’appalto che si era aggiudicato l’azienda di Alfredo Romeo, ancora ai domiciliari per vicenda Consip e da pochissimi giorni rinviato a giudizio per corruzione e proprio per frode nelle forniture proprio per l’appalto per le pulizie al Cardarelli. La diffida, oltre che all’Azienda ospedaliera Cardarelli, era stata inviata anche al prefetto di Napoli, alla stessa Anac, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. E naturalmente anche all’indirizzo del commissario della Sanità campana, Vincenzo De Luca, oltre che ai dirigenti regionali competenti. Giusto per capire di cosa stiamo parlando, la delibera numero ‘1302/2017’, prodotta dall’Autorità nazionale Anticorruzione, fa luce su una gara di appalto indetta a luglio del 2014.

L'immobiliarista Alfredo Romeo
L’immobiliarista Alfredo Romeo

La commessa era stata poi aggiudicata alla Romeo Gestioni, mentre la Florida 2000 si era posizionata seconda in graduatoria. Le incongruenze riscontrate dall’Anac (che si è vista impugnare la delibera davanti al Tar Lazio dal Cardarelli) hanno portato l’Autorità guidata da Raffaele Cantone a formulare «gravi e radicali rilievi di antigiuridicità» del procedimento di aggiudicazione del servizio in favore della Romeo e della procedura di esecuzione del servizio presso il Cardarelli. Tradotto in parole semplici, significa: la Florida deve prendere il posto della Romeo. Più trasparente di così? E allora, ci si chiede, visto che De Luca dice di lavorare a stretto contatto con l’Authority di Cantone, e visto che quella diffida è arrivata anche all’indirizzo del commissario della Sanità campana (lo stesso De Luca), perché la Florida 2000 attende ancora di subentrare alla Romeo?