Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis

Lo scorso marzo il giornalista fu duramente attaccato dal governatore, che, però, adesso resta in silenzio di fronte alla scelta irresponsabile del presidente del Napoli di girare l’Italia in attesa del responso del tampone.

di Francesco Monaco.

Possono meno di sei mesi far cambiare idea? Soprattutto possono farlo con un personaggio come Vincenzo De Luca? Evidentemente sì. Il governatore campano, che si è sempre detto pronto a mettere in campo i lanciafiamme contro i comportamenti che avrebbero potuto alimentare il contagio da Covid-19, infatti, in questo lasso di tempo, si è posto in maniera completamente diversa rispetto a due situazioni molto simili tra loro. Anzi, a generare la sua reazione più dura è stata quella, paradossalmente, meno grave. Quantomeno nelle conseguenze.

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Era il 21 marzo quando Eduardo Cicelyn firmava l’articolo “Io, in giro con lo scooter contro i sovrani dello stati di emergenza” sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno. Pezzo in cui scriveva “In giro con lo scooter sfido il coprifuoco e sfuggo al panopticon di De Luca, fingo di andare a fare la spesa, con la tessera di giornalista in tasca mi sento al sicuro da eventuali annunciatissime denunce”. Le conseguenze sono ben note, con il giornalista posto in quarantena per 14 giorni su disposizione dell’Asl Napoli 1 Centro. Meccanismo messo in moto proprio dal presidente della Regione. Volendo ricordare come Cicelyn allora non fosse positivo e non abbia di fatto contagiato nessuno, pur avendo utilizzato una forma quantomeno rivedibile, quella situazione e la netta presa di posizione di De Luca, tornano prepotentemente alla ribalta in queste ore.

“Voglio mandare un saluto affettuoso a De Laurentiis e a sua moglie, perché possano superare rapidamente il contagio”. A parlare è proprio lui, il De Luca dei lanciafiamme. Quello che ha minacciato di essere pronto a richiudere la Campania, bloccando la mobilità tra le regioni. Che ha spostato l’inizio dell’anno scolastico per non correre il minimo rischio, obbligando tutto il personale ai test sierologici. Ma proprio partendo da tutto ciò, stride non poco l’atteggiamento avuto nei confronti del presidente azzurro. Erano in molti ad aspettarsi, infatti, almeno una “tirata d’orecchie” considerato che il patron del Napoli ha viaggiato da Capri a Milano, si è presentato in Lega, ha parlato con colleghi e giornalisti, è tornato col suo aereo privato, dando un passaggio al ritorno anche ad Oreste Vigorito, il tutto con alcuni problemi intestinali, primi sintomi della malattia, in attesa dei risultati del tampone e senza l’ombra di una mascherina sul volto. E parliamo di un imprenditore, da sempre a contatto, per lavoro, al di là dei suoi familiari, con un grande numero di persone.

Ma forse, a una settimana dalle elezioni, Aurelio De Laurentiis resta uno degli alleati più preziosi per De Luca. Il presidente del Napoli, infatti, ha cominciato da qualche giorno una vera e propria battaglia dialettica, a colpi di dichiarazioni e tweet, contro Stefano Caldoro, avversario numero uno per la corsa alla poltrona di Palazzo Santa Lucia. Portando con sé anche parte della tifoseria napoletana. E allora, in questo caso, evidentemente, il lanciafiamme può anche restare nel cassetto.