giovedì, Giugno 30, 2022
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De Laurentiis: «Nel 2004 comprai un pezzo di carta per 37 milioni e passai da Angelina Jolie agli sputi della C…»

Si prende la scena Aurelio De Laurentiis, il patron del Napoli presente a Palazzo Reale per le celebrazioni dei 130 anni del Mattino. Di seguito le sue dichiarazioni

di Stefano Esposito

SULL’ACQUISTO DEL NAPOLI

“Nel 2004 con 37 milioni miei presi un pezzo di carta, tornai da Los Angeles e il Napoli non esisteva, Galliani mi prestò un calciatore, comprammo le magliette dal tabaccaio, facemmo la squadra con tre settimane di ritardo, ci allenammo sui campi dell’Ariston di Paestum. Io di calcio non sapevo nulla, venivo dal cinema e a scuola giocavo a basket. Papà mi portava da piccolo a vedere il Napoli, c’erano tanto colore allo stadio. In me, bambino, il Napoli veniva presentato come fatto rappresentativo, ma io non sapevo giocare a calcio. Chi non sapeva giocare faceva l’arbitro, ecco perché gli arbitri non hanno personalità! Io non farei mai l’arbitro. In Serie C mi sono preso tanti di quegli sputi…ci dovevamo chiudere 4-5 ore negli spogliatoi con la polizia che ci diceva: ancora vi aspettano fuori. Ero passato da Angelina Jolie agli sputi dei campi del Sud”.

SUL CALCIO ITALIANO

“Nei ruoli istituzionali ci sono persone che raramente hanno avuto a che fare col mondo del calcio. Gabriele Gravina, oggi presidente della Figc, ad esempio, ha fatto una corsa dalla Serie D alla B col Castel di Sangro per poi tornarsene giù in maniera fallimentare. Questi signori, in realtà, non conoscono i problemi di un club, fanno finta di conoscerli, ma in realtà non li possono immaginare o capire. Per loro è assolutamente importante mettersi una medaglia istituzionale per governare il più a lungo possibile. E a livelli internazionali, abbiamo visto che fine hanno fatto Joseph Blatter e Michel Platini…”.

Parole, queste ultime, che hanno aperto anche un’analisi su Fifa e Uefa: “Quasi tutti i soldi vengono investiti per la Champions League, ben poco per l’Europa League, praticamente zero per la Conference. Competizione, quest’ultima, per accontentare squadre a destra e sinistra e prendere voti. La realtà è questa”. De Laurentiis critico anche verso l’ex Ministro dello Sport e sulla situazione stadio: “Giovanna Melandri ha fatto una riforma per accontentare tutti, ma che ha provocato solo danni. Lo stadio? Servono 100 milioni di euro per il ‘Maradona’: io li investo, ma solo se il Governo fa le giuste scelte. Mi presentai col progetto di ristrutturazione realizzato dallo stesso architetto dello Juventus Stadium: uno stadio da 40mila posti, vista la mia indagine che aveva fatto emergere una media di 33mila spettatori. De Magistris mi bloccò imponendone 55mila”.

SUL CONFRONTO CON IL CALCIO INGLESE

Quindi, il solito paragone col calcio inglese: “Il confronto è impietoso. Il loro calcio ha successo perché l’hanno saputo promuovere, per davvero, a 360 gradi: dagli stadi alle tv. Eliminando anzitutto gli hooligans: avete visto cosa ci è successo a La Spezia? Io faccio fatica a daspare i delinquenti che hanno commesso i loro reati al di fuori dagli stadi… Il presente? Mi lascia qualche speranza, in Lega abbiamo Lorenzo Casini in Lega Calcio e Valentina Vezzali come sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport: loro sono dirigenti capaci, che potranno dare a tutto il movimento calcistico italiano una grande mano”.

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