A destra Umberto de Gregorio e al centro il neo sindaco Gaetano Manfredi

Tra i nomi per la nuova giunta anche quello del fedelissimo di De Luca, speriamo non sia il colpo di grazia per l’Anm

di Mauro Della Corte

Lunedì prossimo a Palazzo San Giacomo è previsto il passaggio di consegne tra Luigi de Magistris e il neo sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Una breve cerimonia che darà il via al primo mandato dell’ex ministro. Tempo un paio di giorni, dovrebbe essere ufficializzata la lista dei nuovi assessori. Tempi necessariamente ristretti per la nuova giunta che dovrà fare i conti con il debito-monstre lasciato dal movimento arancione, ma non solo.

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In questi giorni si sono susseguiti tantissimi nomi e altri, fino alla proclamazione, ne saranno fatti. Molti personaggi sono stati buttati nella mischia semplicemente per dare fumo negli occhi o per bruciarli. Altri si sono proposti. Ma c’è un nome che fa tremare i polsi dei pendolari partenopei. In queste ore, infatti, circola voce che a Palazzo San Giacomo, nella nuova amministrazione, possa approdare il presidente dell’Eav Umberto de Gregorio. Colui che era stato nominato per far ritornare alla vita Circumvesuviana e Circumflegrea ma che, soprattutto per la prima, ha fallito clamorosamente l’obiettivo anche a causa di un conflitto, mai sanato, con i sindacati interni.

Il responsabile Eav dovrebbe occuparsi dei trasporti, un settore molto delicato e in piena crisi nel Capoluogo partenopeo.

Una nomina che a tantissimi farebbe storcere il naso ma non al governatore De Luca. De Gregorio rappresenta un suo fedelissimo e potrebbe essere una nuova pedina per portare a compimento il progetto del presidente della Regione Campania, unire in Eav le aziende di trasporto napoletane e formare un unico vettore di trasporti a livello regionale. Una mossa che potrebbe essere la mazzata definitiva per Anm già piena di problemi di suo. De Gregorio si è vantato più volte di aver risanato l’enorme buco nelle casse dell’Ente Autonomo Volturno, se ne è vantato ma non ha spiegato però che il risanamento è avvenuto grazie a enormi gettiti di denaro stanziati dal governo allora presieduto da Matteo Renzi.

Il «miracolo» Circumvesuviana e il trofeo

De Gregorio ha sempre affermato che l’Eav è un’azienda risanata, poco importa se soffre cronicamente di mancanza di personale (nonostante un concorso per assunzioni concluso con grandi squilli di tromba) e i pochi addetti che ci sono protestano un giorno sì e l’altro pure contro la sua gestione. Per capire l’attuale drammatica situazione che devono affrontare i pendolari di Napoli e provincia basta guardare al parco treni della Circumvesuviana: pochi convogli con una vita media di 40 anni, che ogni tanto prendono fuoco e che sono in ritardo cronico. L’ultimo grande miracolo, il presidente padrone di Eav l’ha compiuto l’8 ottobre scorso quando, grazie al nuovo orario invernale dei treni, furono soppresse ben 60 corse in due giorni. Addirittura un’intera linea, la Napoli-Torre Annunziata-Poggiomarino, fu completamente cancellata e sostituita semplicemente con degli autobus.

Bisogna riconoscere però che De Gregorio ha dato un contributo fondamentale in un prestigioso riconoscimento per l’ex linea vesuviana: nel 2019 infatti Circumvesuviana si è aggiudicata il trofeo per la peggiore linea ferroviaria d’Italia, un traguardo non facile, mica robetta. Speriamo che non voglia replicare con Anm. Come può un amministratore, che si è dimostrato del tutto inadeguato a svolgere le sue funzioni a capo di Eav, meritare una promozione e diventare assessori ai trasporti di Napoli? Misteri della fede (o di De Luca).

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