Il belga segna con la Nazionale, il talento napoletano incide con l’Italia. Tornano entrambi in forma e Max deve trovare il modo di sfruttarli
Kevin De Bruyne segna due volte con il Belgio. Antonio Vergara debutta con l’Italia e mette lo zampino nel pareggio contro la Francia. A centinaia di chilometri da Castel Volturno, i due giocatori che da mesi si contendono minuti e posizione mandano ad Allegri lo stesso messaggio: tenerli fuori sta diventando sempre più difficile.
Con il Belgio De Bruyne torna a fare quello che sa
In Nazionale il belga ritrova gol, libertà e una posizione che lo porta più spesso vicino alla porta. Stylo24 aveva già raccontato il rendimento di De Bruyne con il Belgio e il dubbio aperto nel Napoli.
La conferma arriva anche dal club: il Napoli registra ufficialmente la doppietta di De Bruyne con il Belgio.
Il centrocampista, del resto, ha spiegato con poche parole perché fuori da Napoli sembri muoversi con maggiore naturalezza: «Il suo gioco offensivo mi si addice di più. E poi mi sento meglio della passata stagione, sento di poter ancora aiutare».
Vergara non resta a guardare e si prende l’Italia
Quasi in contemporanea tocca ad Antonio Vergara. Entra contro la Francia, non si lascia schiacciare dall’esordio e partecipa all’azione che porta al pareggio.
La convocazione aveva già cambiato il peso specifico del suo avvio di stagione. Stylo24 aveva seguito il percorso di Vergara dal Napoli alla Nazionale, mentre la FIGC lo ha inserito nel gruppo scelto da Mancini insieme agli altri giovani sui quali il ct vuole costruire il nuovo corso.
È proprio la naturalezza con cui entra in partita a colpire. Vergara non aspetta che il gioco gli venga incontro. Va a cercarlo.
Finora Allegri ha scelto Kevin, i minuti parlano chiaro
I numeri non lasciano molto spazio alle interpretazioni. De Bruyne ha giocato 353 minuti, Vergara 162. Meno della metà.
Allegri li ha provati entrambi da mezzala e poi da sottopunta, ma quando ha dovuto decidere ha quasi sempre consegnato più spazio al belga. Era prevedibile, considerati carriera, esperienza e peso tecnico.
Adesso, però, Vergara porta in dote corsa, entusiasmo e quella leggerezza che può servire a una squadra apparsa spesso trattenuta.
Allegri aveva già provato ad abbassare le aspettative: «Non gli darei troppe responsabilità». Una frase che aveva infastidito molti tifosi, ma che nasceva dalla volontà di non caricare troppo presto un ragazzo ancora all’inizio del percorso.
Mancini ha scelto la strada opposta: i giovani dentro quando pesa
In Nazionale Roberto Mancini non ha aspettato. Ha preso i giovani e li ha messi in campo proprio quando la partita chiedeva coraggio.
Vergara entra con l’Italia sotto. Fagioli viene preferito a Barella. Kayode e Sebastiano Esposito trovano spazio senza che il ct cerchi rifugio nei nomi più esperti.
Nel finale contro la Francia il segnale diventa ancora più esplicito: esce un centrocampista, entra Scamacca. «Siamo qui per vincere».
Mancini sta provando così a ricostruire una Nazionale reduce da un altro Mondiale mancato e da mesi difficili anche fuori dal campo.
L’Italia non ha trovato i fuoriclasse, ma ha ritrovato coraggio
Dopo il brutto avvio contro il Belgio, la Nazionale ha reagito. La larga vittoria sulla Turchia ha preparato la prova contro una Francia sulla carta molto più forte.
Il pareggio conta, ma conta soprattutto il modo in cui è arrivato. Mancini ha rimesso fiducia dentro un gruppo che sembrava essersi convinto di valere meno di quanto potesse esprimere.
I giovani sono diventati parte di questo cambio di passo. E Vergara, per Napoli, ne è il volto più riconoscibile.
Ora il dilemma torna a casa, dentro Castel Volturno
Quando i nazionali rientreranno, Allegri ripartirà esattamente da qui. De Bruyne rimane il campione sul quale ha investito fiducia e spazio. Vergara, però, continua ad accumulare argomenti per giocare di più.
Il belga porta qualità, ultimo passaggio e gol. Il napoletano aggiunge corsa, strappi e quella fame che può cambiare il ritmo di una squadra.
Finora si sono alternati. Prima o poi, però, Allegri potrebbe trovarsi davanti alla soluzione più semplice e insieme più difficile: smettere di considerarli concorrenti e trovare il modo di metterli in campo insieme.
















