domenica, Novembre 27, 2022
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Dati Siae: la pandemia mette ko gli spettacoli

Perdite anche oltre il 70% in alcune regioni

Anche i dati del primo semestre 2020, a confronti con lo stesso periodo del 2019, relativi alle singole regioni italiane e diffusi oggi sul sito della Siae, nell’area dedicata all’Osservatorio dello Spettacolo, confermano l’impatto della pandemia da Covid sui diversi settori di attività. Con questo ulteriore approfondimento, l’Ufficio Statistica della Società Italiana degli Autori ed Editori – spiega una nota – vuole fornire uno strumento puntuale per esaminare a livello locale l’andamento della spesa e della presenza del pubblico al cinema, a teatro, ai concerti, allo stadio, nelle sale da ballo e in ogni altro genere di spettacolo e di sport in un periodo in cui il settore dello spettacolo ha subito ingenti perdite e gravissime ricadute sui livelli occupazionali a causa dell’emergenza sanitaria.

Da un’analisi complessiva dei dati regionali, emerge che l’attività cinematografica ha contenuto le sue perdite grazie all’uscita nel primo bimestre del 2020 dell’atteso film di Checco Zalone “Tolo tolo”, che con più di 7.000.000 di spettatori ha mantenuto alti gli incassi in sala. La Toscana ha registrato una diminuzione di incasso superiore al 90% nel settore dei concerti, ma in termini assoluti pari solo ad 1/3 della perdita subita dalla Lombardia (62,8 milioni di euro). Nelle regioni in cui l’attività cinematografica si trova al primo posto, inoltre, le perdite complessive al botteghino sono state, seppur considerevoli, più contenute rispetto al resto d’Italia: è il caso del Molise (-43,16%) e della Puglia (-53,85%). Invece nelle regioni in cui i primi posti della spesa del pubblico sono occupati da attività sportiva e attività concertistica si registrano perdite decisamente maggiori: Lombardia -73,99%, Liguria -86,99%, Sardegna -77,04%.

«Con l’elaborazione dei dati regionali, l’Osservatorio dello Spettacolo Siae vuole mettere a disposizione tutte quelle informazioni che, anche a livello locale, possono portare a politiche più mirate a favore dello sviluppo di un settore strategico per tutto il nostro Paese che purtroppo sta pagando duramente le conseguenze economiche della pandemia – ha commentato il direttore generale Siae Gaetano Blandini – Sempre più le comunità locali sono chiamate ad agire sul proprio territorio per avviare le necessarie azioni di trasformazione di fronte alle nuove sfide che la situazione determinata dalla pandemia ci impone. In questo contesto, diventa fondamentale garantire a ciascun territorio un welfare culturale, se così vogliamo definire il diritto generalizzato di accesso al nostro patrimonio artistico e culturale con la sua capacità di arricchire e fecondare il futuro di tutti».

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