Gianluca Daniele

Il responsabile del progetto Mezzogiorno per la Fondazione Di Vittorio-Cgil: prendere coscienza della gravissima crisi in cui versa il comparto della cultura e dello spettacolo 

Bene le celebrazioni per Dante, ma bisogna prendere coscienza della crisi gravissima che attanaglia il comparto cultura in Italia. Questo, riassunto, il pensiero di Gianluca Daniele,  responsabile progetto Mezzogiorno e politiche culturali della Fondazione Di Vittorio, istituto nazionale della Cgil per la ricerca storica, economica, sociale e della formazione sindacale.

«La celebrazione del Dantedì – sottolinea Daniele in una nota – è stata un’iniziativa importante per ricordare il nostro Sommo poeta, simbolo della nostra cultura. Iniziativa lodevole ma che rischia di apparire contraddittoria, laddove non prendiamo coscienza della gravissima crisi in cui versa in Italia il comparto della cultura e dello spettacolo».

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«Nonostante gli sforzi del governo – incalza Daniele -, che nel ‘Decreto sostegni’ ha previsto un bonus per i lavoratori dello spettacolo, la situazione soprattutto per il diffusissimo lavoro precario sta diventando insostenibile. Per altro, mentre celebriamo il nostro patrimonio culturale in pompa magna, rischiamo di affossare per sempre un comparto fondamentale anche dal punto di vista occupazionale per il nostro paese. Questa triste realtà, nel Mezzogiorno e in Campania in particolare, è resa ancora più drammatica dal non avere oggi un sostegno materiale delle istituzioni locali rivolto ai lavoratori del settore spettacolo dal vivo (teatro, cinema, danza, eventi ed indotto) i quali rischiano non solo la mortificazione della loro professionalità ma purtroppo anche la loro sussistenza».

«Tale situazione è inaccettabile – evidenzia Daniele – e, anche per questi motivi, ritengo che a partire dalla Regione Campania ma lo stesso appello è rivolto agli enti locali, basti pensare al teatro Troisi a San Giorgio a Cremano, vadano convocate al più presto le organizzazioni sindacali per affrontare questa vera e propria emergenza sociale. Solo così potremo tornare a vantarci tutti della nostra cultura se garantiamo dignità e salario a chi ci lavora».

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