Vincenzo De Luca

Gli studenti potranno tornare tra i banchi da lunedì prossimo, le ordinanze dei sindaci avevano imposto la Dad per 15 giorni

di Giancarlo Tommasone

Da lunedì, in due comuni della provincia nord di Napoli, gli studenti torneranno alla didattica in presenza. La decisione è stata presa nelle scorse ore, dai giudici del Tar (V Sezione, presidente Maria Abbruzzese), che hanno di fatto sospeso l’ordinanza dei sindaci di Marano, Rodolfo Visconti, e di Villaricca, Rosaria Punzo, che il 12 febbraio scorso avevano decretato il ritorno alla Dad, fino al 27 di questo mese.

ad

Per quanto riguarda i ricorsi presentati da 17 genitori, a Marano (numero 664 del 2021), e da 10 genitori a Villaricca (numero 689 del 2021), nel testo delle due distinte sentenze è possibile leggere: «Considerato che, alla stregua di quanto risultante nella detta nota dell’Unità di crisi», né il Comune di Marano, né quello di Villaricca, sono «compres(i) tra quelli attenzionati in quanto soggetti ad incremento dei contagi idonei ad impattare in maniera particolarmente significativa sull’incidenza della malattia stessa a livello regionale, il che dunque, in assenza di ulteriori dati e/o motivazioni, non giustifica le disposte misure restrittive, tenuto conto, peraltro, della attuale classificazione della Regione Campania in cosiddetta “fascia gialla”».

Tradotto: i Comuni di Marano e Villaricca non sono inseriti nella «lista nera», quella dei territori che secondo i dati forniti dall’Unità di crisi regionale, sono interessanti da un alto numero di contagi. Accolta l’istanza cautelare, la camera di consiglio per la trattazione collegiale, è stata fissata al 16 marzo 2021. E’ allora che si entrerà nel merito. E ci sarà spazio anche per esaminare il passaggio contenuto nel testo della sospensiva, quello che sottolinea, che «in assenza di ulteriori dati e/o motivazioni» (che accertino che la popolazione è ad alto rischio contagio, ndr) non sono giustificate «le disposte misure restrittive» (quelle dei sindaci).

Attenzione: il Tar, per quel che riguarda Marano e Villaricca ha sottolineato che non sono compresi tra i comuni attenzionati. E’ questo, di per sé, ha influito sulla sospensione delle ordinanze. I giudici, però, hanno pure tenuto a ribadire che seppure i comuni dovessero trovarsi nella cosiddetta «lista nera», in base agli «alert» dell’Unità di crisi, devono produrre una istruttoria che confermi il reale aumento dei contagi sul territorio e tra la popolazione locale.

In caso contrario la chiusura delle scuole non è giustificata. Il Tar, dunque, prende in massima considerazione gli «alert» del Comitato tecnico scientifico, ma sottolinea pure che devono essere provati attraverso una istruttoria. E in che modo? Tracciando i casi in maniera precisa sia temporalmente (in che periodo sono avvenuti i contagi?) sia «localizzandoli» (i contagi di soggetti in età scolare sono avvenuti negli istituti didattici? Sono avvenuti in strada? Sono avvenuti in altro posto?), e controllando l’andamento dei contagi per provare l’efficacia della misura restrittiva utilizzata.

Ad esempio, quando a ottobre scorso, De Luca ha chiuso le scuole in Campania, il Tar, che a fine gennaio scorso le ha riaperte, ha argomentato la scelta, sottolineando che la Regione, dopo il lockdown didattico, non ha effettuato i dovuti riscontri (sull’eventuale diminuzione della curva epidemiologica), che avrebbero attestato l’efficacia della misura imposta alla platea scolastica. E quello è stato tra i motivi principali che ha fatto bocciare l’ordinanza del governatore.

Riproduzione Riservata