venerdì, Dicembre 3, 2021
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Dal maremoto azzurro per le regionali, nasce una nuova Forza Italia

Lo scontro fratricida tra due blocchi di potere ha portato a una rivoluzione interna al partito di Berlusconi che ora dovrà misurarsi con il consenso

Una cosa è certa. Quella che si presenta alle prossime elezioni del 20 e 21 settembre prossimo, non è la Forza Italia che abbiamo conosciuto negli ultimi dieci anni. Il partito ha cambiato pelle e ora dovrà dimostrare di aver scelto convintamente una strada, piuttosto che un’altra, misurandosi con il consenso popolare. Certo, inutile negare che probabilmente la trasformazione non sarà indolore, dal punto di vista elettorale, ma è lo scotto da pagare – come ci ha spiegato un esponente romano del partito – per «liberarsi di tutto un mondo che ormai era diventato una zavorra».

E anche la lista per le regionali – spiega ancora la nostra fonte – lo dimostra ampiamente. «In particolare a Napoli, ma pure nelle altre province ci sono facce nuove, storie nuove. A Salerno ad esempio dove l’accoppiata Mara Carfagna-Gigi Casciello ha messo in campo una squadra molto competitiva. Sono scomparsi i vecchi centri di potere. Ad Avellino, è finita l’era di Cosimo Sibilia. A Benevento, Clemente Mastella si è politicamente suicidato trascinando con sé anche la moglie, senatrice eletta con Forza Italia». Un suicidio assistito, verrebbe da dire, dalle continue cannonate a cui l’ha sottoposto il deputato europeo Fulvio Martusciello, uno dei pochi vincitori di questa stagione. È riuscito a imporre la sua candidata Annarita Patriarca contro il fuoco di sbarramento che una parte del partito, utilizzando come scudo la Lega (leggi l’articolo di Styo24), ha sollevato nelle ultime settimane facendo leva sui precedenti del marito dell’ex sindaca di Gragnano. E ha sconfitto ai punti, ma il knockout non sarebbe servito in questo momento anzi sarebbe stato deleterio, il coordinatore regionale Domenico De Siano che contro la candidatura della Patriarca aveva inseguito la prova di forza. Perduta malamente.

«Magari, qualche tempo fa, di fronte a una situazione di questo genere, Silvio Berlusconi non avrebbe impiegato tre minuti a bloccare una candidatura contestata e a rinnovare fiducia nel coordinatore. Stavolta, Silvio è rimasto ai margini e ha fatto lavorare il suo braccio destro Antonio Tajani, che è riuscito con grande efficacia a ricucire lo strappo». De Siano dovrà ora accontentarsi di concentrare tutta la sua forza elettorale e il suo peso sulla consigliera uscente Maria Grazia Di Scala. Se riuscirà a ottenere un buon risultato, avrà modo di sopravvivere («galleggiare», ha detto la nostra fonte) ancora per un po’. In caso contrario, finirà presto nel girone di quelli caduti in disgrazia.

Risultato? A Napoli l’uscita di scena del gruppo legato ai Cesaro ridisegna gli equilibri di un partito che cambierà ancora nei prossimi mesi. «L’anno prossimo si vota alle comunali a Napoli», conclude la nostra fonte romana. «C’è una prateria per il centrodestra e per la rifondazione di Forza Italia. Ci sono nuovi punti di riferimento, e bisognerà capire come si muoveranno in un contesto tutto da costruire».

Leonida

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