Negli ultimi dieci anni sono stati accertati oltre 44mila reati ambientali, con Napoli e Salerno sempre più al centro degli interessi della criminalità organizzata.

Sono 44.179 i reati ambientali accertati in Campania negli ultimi dieci anni, con 39.176 persone denunciate e arrestate e 12.580 sequestri effettuati. Numeri, quelli del Rapporto Ecomafie 2020 di Legambiente Campania, che spaventano e testimoniano come la criminalità organizzata non si faccia più che mai alcuno scrupolo a distruggere l’ambiente della regione dal suo interno pur di aumentare le sue ricchezze. Dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare: i traffici dei 90 clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente hanno portato a un aumento dei reati, concentrati soprattutto nelle province di Napoli (38%) e Salerno (28%), del 44% rispetto al 2018.

Numeri e storie raccolte nel rapporto che, come ha detto Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania “dimostrano inequivocabilmente come il crimine ambientale sia essenzialmente un crimine d’impresa. Se le mafie continuano a essere una minaccia per l’ambiente, una parte rilevante la giocano imprese, imprenditori e professionisti spregiudicati e senza scrupoli e pubblici dipendenti infedeli avvinti dalla corruzione”.

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“I nuovi strumenti di repressione garantiti dalla legge 68 del 2015, che siamo riusciti a far approvare dal Parlamento dopo 21 anni di lavoro – ha aggiunto – stanno mostrando tutta la loro validità sia sul fronte repressivo sia su quello della prevenzione. Non bisogna però abbassare la guardia, perché le ecomafie in questo periodo di pandemia si stanno muovendo e sfruttano proprio la crisi economica e sociale per estendere ancora di più la loro presenza ma è urgente affiancare alla risposta giudiziaria, una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente: la lotta all’ecomafia deve diventare la vera priorità per la Campania”.

Il ciclo dei rifiuti è il settore che registra il maggior numero di reati ambientali anche nel 2019, con 1.930 reati contestati, più del 20 per cento, e si contano 1.987 persone denunciate, 19 arresti e 1.074 sequestri. Il fenomeno dei roghi è stato fermato, come evidenzia il Rapporto “solo dalla parentesi del lockdown”.

Numeri che certificano come negli ultimi dieci anni in Campania siano state movimentate illegalmente 10 milioni di tonnellate di rifiuti. Una regione che “non è più solo terra di sversamento ma è anche esportatrice di rifiuti illeciti con direttrici che vanno verso il nord Italia, il nord Africa e verso le rotte dell’Est”.

Campo di grande interesse per la criminalità è il cemento, con 1645 reati accertati e un incremento del 40% sul 2018 con 1238 persone denunciate, 2 arresti e 332 sequestri effettuati. Il Rapporto denuncia che “le demolizioni sono al palo”: più del 97 per cento degli abusi edilizi da abbattere sono “ancora ben saldi alle fondamenta” e su 16.596 ordinanze di demolizione ne sono state eseguite solo il 3 per cento, pari a 496 immobili abbattuti. E solo il 2% di questi immobili risulta trascritto dai Comuni nei registri.

Nel rapporto, però, anche l’impegno e le denunce di associazioni, comitati e cittadini, che hanno consentito il sequestro ti 98 beni per un valore complessivo di 32,7 milioni e l’avvio di 158 procedimenti penali.

Zinzi: “Tra rifiuti e criminalità un rapporto stretto”

“Il ‘Rapporto Ecomafie 2020’ di Legambiente Campania dimostra che la connessione tra ambiente e criminalità organizzata è ancora forte sul nostro territorio”. Così il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Gianpiero Zinzi, presidente della Commissione anticamorra. “Il business dei rifiuti – prosegue Zinzi – purtroppo non solo fa ancora gola ai clan, ma ne rappresenta anche una delle principali attività. È questa la spinta che ha mosso la nostra decisione di istituire in seno alla Commissione Anticamorra e Beni Confiscati una sottocommissione che accenderà un focus su fenomeni ancora emergenziali in Campania, come la Terra dei Fuochi e le ecomafie”. “Su questi temi, anche con il supporto del lavoro di analisi contenuto nel rapporto di Legambiente, l’impegno sarà centrale per comprendere quali strumenti la Regione può mettere in campo”.

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