Il direttore Osanna: «Finalmente un vero museo, ed è unico»

I gioielli e i dipinti della Casa del bracciale d’oro, gli argenti del servizio da tavola ritrovato anni fa a Moregine, il cratere in bronzo senza eguali di Giulio Polibio. Ma anche la scritta a carboncino che ha spostato in ottobre la data dell’eruzione, il “tesoro della fattucchiera” con gli amuleti colorati ritrovati nella Casa col giardino, persino i calchi dei due fuggitivi frutto degli scavi di qualche mese fa nella villa di Civita Giuliana. Ad una settimana dalla prima riapertura al pubblico, Pompei rilancia svelando il nuovo Antiquarium, ristrutturato e trasformato in un vero e proprio museo della città, che ne racconterà la storia, dall’epoca sannitica alla distruzione del 79 dopo Cristo. E nello stesso tempo ne esporrà i tesori più preziosi insieme ad una gran parte delle scoperte più clamorose degli ultimi scavi.

L’inaugurazione è prevista per lunedì 25 gennaio. «Tanti pezzi iconici esposti nelle mostre in giro per il mondo non erano in realtà a disposizione dei visitatori di Pompei – spiega Luana Toniolo, funzionario archeologo responsabile del nuovo Antiquarium – per ragioni di sicurezza erano custoditi nei nostri depositi».

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Ora invece tutte queste meraviglie, ori, dipinti, statue, arredi, saranno a disposizione dei visitatori, anima di un racconto che funzionerà come un’eccezionale introduzione alla visita della città antica in un percorso che si dipana lungo undici sale, supportato per chi vuole da un “chat bot”, ovvero un assistente digitale, per farsi un’idea delle tante diverse stagioni vissute nei secoli da Pompei ancora prima che diventasse la grande città che conosciamo, cristallizzata nel tempo dalla tragedia dell’eruzione. Per il direttore del parco, Massimo Osanna, un’occasione assolutamente da non perdere: «Pompei ha finalmente un museo, ed è unico».