(Nelle foto i capiclan Edoardo Contini e Patrizio Bosti)

Il pentito Teodoro De Rosa è un fiume in piena e, dopo il business delle truffe agli anziani, svela anche altri nuovi affari della cosca: «Tutto è cambiato dopo l’arresto di Edoardo “’o romano” e di Patrizio Bosti»

di Luigi Nicolosi

Più che una cosca, un vero e proprio colosso in grado di muovere milioni e milioni di euro. Che da tempo i Contini avessero deciso di compiere il “salto di qualità” tuffandosi a capofitto nei più disparati settori economici è ormai un fatto acclarato, ma il loro reale grado di penetrazione nell’affare potrebbe ad oggi essere ancora tutto da quantificare: «Ogni attività sia lecita che illecita che avviene sia a Napoli che in altre città e che origina nella zona controllata dal clan è direttamente riconducibile al clan stesso che gestisce i profitti». Parola del super pentito Teodoro De Rosa, il quale, rispondendo alle domande dei pm della Procura di Napoli, avverte: «Preciso che il clan non prende percentuali, ma prende tutto il profitto e lo ridistribuisce».

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Quella di Teodoro De Rosa è stata fin qui una collaborazione a dir poco eccellente. Ad oggi sono infatti pochissimi gli affiliati che hanno deciso di voltare le spalle alla cosca dell’Arenaccia per passare dalla parte dello Stato. E in quest’ottica De Rosa ha contribuito nel giro di pochi anni a ricostruire buon parte degli affari del clan fondato da Edoardo “’o romano”. Sul punto, il 13 maggio 2016 l’ex affiliato ha reso una lunga e circostanziata descrizione della cosca-holding, raccontando nel dettaglio del funzionamento delle truffe ai danni degli anziani e delle attività commerciali impiegate per il riciclaggio di denaro sporco.

Stando a quanto riferito dal pentito e ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria per tutte le persone citate, il clan da qualche tempo si sarebbe dato un gran da fare anche in un’altra attività: «Per quanto riguarda il noleggio delle auto – ha spiegato De Rosa – conosco sia il negozio MartinaCar, Italia rent e Autonetwork e posso dire che sono tutti nella disponibilità del clan Contini e l’effettivo gestore è il nipote di Peppe Amendola, tale Vincenzo. Tutte le auto provengono dalle auto che dismetto l’Avis. Sono a disposizione per portarvi dei miei appunti dove sono trascritti i nominativi dei quadri intermedi dell’associazione e del clan Contini. Sino al 2010 il clan Contini non si interessava di queste truffe agli anziani, ritenute minori. Con l’arresto di Patrizio Bosti ed Edoardo Contini, la nuova dirigenza del clan ha deciso però di occuparsi anche di questi episodi».

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