Raffaele Cutolo e Francis Turatello

LA STORIA DELLA CAMORRA Le dichiarazioni del fondatore della Nco rese nel corso di una udienza del processo Cirillo

Nel corso di una udienza del processo Cirillo (tenutasi il 30 giugno del 1993), l’ex capo della Nco, Raffaele Cutolo torna a fare il nome di Elio Vaiano. «Questi era un mio parente – afferma – che poi è stato ucciso. All’interno della Nco comandava quanto Enzo Casillo. Vaiano, con lo pseudonimo di Marcantonio, ebbe a spedirmi il telegramma col quale mi preannunciava la liberazione di Ciro Cirillo». Il presidente della Corte, dietro richiesta dell’avvocato Paolo Trofino (all’epoca nel collegio difensivo del boss di Ottaviano), dice a Cutolo: «Durante la scorsa udienza, lei ha affermato che impose, con un messaggio, ai brigatisti di liberare Cirillo, minacciando di colpire sia quelli in carcere che quelli liberi se non lo avessero rilasciato. Ma cosa le chiesero in cambio, i brigatisti, per assecondare la sua richiesta?».

Versioni discordanti / «Barra in carcere non
era nessuno, lo arruolai io per l’omicidio Turatello»

«All’epoca loro non potevano pretendere niente in cambio, dovevano obbedire e basta. Ma in effetti – risponde Cutolo – una cosa me la chiesero: di far dare una lezione a Turatello». Francesco Francis Turatello, alias faccia d’angelo, boss della mala milanese, fu ucciso il  17 agosto 1981 nel carcere di massima sicurezza nuorese di Badu ’e Carros, da un commando killer capeggiato dal cutoliano Pasquale Barra, alias ’o animale(poi passato a collaborare con la giustizia). «Turatello – spiega Cutolo – appoggiava i terroristi neri e nel carcere di Nuoro maltrattava gli elementi delle Brigate rosse. Per tale motivo, appunto, mi fu chiesto di fargli dare una lezione». «In che cosa consisteva questa lezione?», chiede il presidente della Corte. E Cutolo risponde: «Lo dovevo far picchiare, poi sono precipitate le cose e Turatello è stato accoltellato, è morto, e io mi sono preso l’ergastolo». «Le Br, poi, mi chiesero anche un altro favore. Volevano che io mi adoperassi per far pubblicare dei loro volantini su una rivista tedesca. Se questi volantini fossero stati pubblicati, i brigatisti avrebbero rilasciato anche l’ingegner Taliercio (Giuseppe, rapito e ucciso dalle Br nel 1981, ndr). Io dissi la cosa ad alcuni del Sismi, sicuramente ad Adalberto Titta, ma questi mi risposero che di Taliercio se ne fregavano e che a loro interessava soltanto che venisse liberato Cirillo».

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