Raffaele Cutolo e Immacolata Iacone
Raffaele Cutolo e la moglie Immacolata Iacone

Il boss ricoverato nel reparto detenuti del polo sanitario di Parma

Un incontro monitorato dalle telecamere, senza alcuna possibilità di contatto tra l’ergastolano Raffaele Cutolo, sua moglie e alcuni stretti congiunti. Si è svolta così la visita in ospedale di Immacolata Iacone, moglie del fondatore della Nco, e suo marito. Cutolo, 78 anni, gravato da varie patologie, è ricoverato nell’ospedale di Parma (dove è stato trasferito dal carcere estense) dallo scorso mercoledì, in seguito a una crisi respiratoria. L’indomani, Iacone si è recata presso il polo sanitario. Tra il boss (da più di 30 anni al carcere duro), che si trova ricoverato in corsia, in un lettino nel reparto destinato ai detenuti, e i suoi familiari, soltanto sguardi, tra l’altro monitorati per impedire qualsiasi «invio» di eventuali messaggi all’esterno. Sono i dettami strettissimi del protocollo da seguire, per chi è sottoposto al regime del 41 bis. Nel frattempo, Cutolo, difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero, in questi giorni si è rivolto al Tribunale di Sorveglianza di Reggio Emilia, per ottenere un permesso in grado di fargli incontrare la moglie e la figlia Denise, all’esterno del regime penitenziario, anche per una manciata di minuti, senza essere seguito dalle telecamere. La domanda è stata inoltrata all’indomani della pubblicazione da parte della Corte costituzionale delle motivazioni relative al cosiddetto carcere ostativo. La Consulta ha aperto alla possibilità che anche un detenuto condannato all’ergastolo per omicidi e reati di mafia possa chiedere permessi, nonostante non vi sia una collaborazione con la giustizia. Il resoconto della visita blindata, in ospedale, a Raffaele Cutolo, da parte dei familiari, è stata riportata dal quotidiano Il Mattino, nell’articolo a firma di Leandro Del Gaudio.