Da sinistra il magistrato Nicola Gratteri, e il boss (deceduto a febbraio scorso) Raffaele Cutolo

LA STORIA DELLA CAMORRA Il magistrato Nicola Gratteri: in cambio del delitto ebbe le regole della ’Ndrangheta per formare l’organizzazione criminale in Campania

Negli anni Settanta del secolo scorso, si registra la nascita della santa, organizzazione criminale, che vede la luce all’interno della ’Ndrangheta, in virtù dell’esigenza di conferire con uomini non ’ndranghetisti, così da poter meglio gestire gli affari illeciti e avere accesso al potere. Una vera e propria apertura per partecipare agli affari miliardari (siamo nell’epoca delle lire) che si attestavano in quel periodo: i grandi appalti (del cemento) e la droga.

Naturalmente la cosa provocò una guerra con i vecchi «patriarchi» malavitosi, guerra durante la quale fu ucciso anche don Mico Tripodo, capobastone che controllava Reggio Calabria, e che si scontrò con gli emergenti De Stefano. A parlare del delitto – avvenuto nell’agosto del 1976 nel carcere di Poggioreale, dove Tripodo era detenuto – è stato anche il procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri. Nel corso di una conferenza, Narrare la legalità-Le conversazioni serali, il magistrato ha spiegato come maturò l’omicidio di Tripodo, e per quale motivo Raffaele Cutolo assoldò i killer, che poi lo portarono a termine.

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Il capobastone della ‘Ndrangheta Domenico Mico Tripodo

«Mico Tripodo è stato ucciso, nell’infermeria del carcere di Poggioreale, da due uomini assoldati da Cutolo», spiega Gratteri. Che sottolinea un importante distinguo: «Non (fu ucciso) da due cutoliani. E’ errato definire cutoliani coloro che agirono, perché» è solo dopo questo omicidio «che nasce la Nuova camorra organizzata».

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«Cutolo, ha molti soldi, nella sostanza – Gratteri si riferisce al periodo in cui avviene l’omicidio Tripodo – non era (ancora, ndr) un camorrista. Cutolo ha disponibilità di molti soldi, che in carcere sono fondamentali per comandare. Quindi Cutolo assolda i due killer, per avere in cambio le “regole” della ’Ndrangheta per costituire la Nuova camorra organizzata, in Campania».

Stando a quanto afferma Gratteri, l’omicidio di Tripodo, non avvenne dunque per fare un favore ai De Stefano (secondo lo storytelling maggiormente diffuso, che vedeva questi ultimi soci di Cutolo nell’affare droga), ma per acquisire le regole necessarie a fondare la Nco.  

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