Sono estremamente preoccupanti i numeri della scuola in Campania. La regione, la prima in Italia ad aver concluso le operazioni annuali di immissione in ruolo, infatti vede suo il poco invidiabile record di docenti precari, con una valanga di supplenti che attende il ritorno in classe degli studenti. In sostanza, i posti ci sono ma a mancare sono i candidati a cui affidare la cattedra.

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L’Ufficio scolastico regionale, guidato da Luisa Franzese, ha avuto dal ministero dell’Istruzione l’autorizzazione di un contingente di 2.904 assunzioni su ogni ordine e grado. Ma una volta ultimate tutte le operazioni non sono stati assegnati ben 900 posti, a causa della mancanza di docenti vincitori di concorso nelle graduatorie di merito delle procedure espletate nel 2016 e nel 2018. Educazione musicale, strumento musicale, docenti di laboratorio e tecnologia, lingue sono i profili più colpiti dalla penuria di assunzioni.

 

Ai 900 si devono aggiungere i 650 dei maestri di sostegno in deficit e i 400 di professori diventati presidi. Nonhcé le supplenze per congedi, malattie e maternità, per i quali partiranno altr 1500 richieste di supplenze alle graduatorie di istituto gestite dai presidi. Quindi tra posti vacanti e altro mancano in Campania la bellezza di 3500 docenti. Che si traducono in altrettanti supplenti di cui ci sarà bisogno già dal primo settembre. Con la crisi del governo che mette in dubbio sia il concorso previsto per il 2019, che il decreto ‘salva intese’, che va a favore della stabilizzazione dei precari nelle scuole secondarie.