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Domani alle 18, presso la sala da tè del Gran Caffè Gambrinus si terrà la presentazione del libro «Morire a Napoli», scritto da Nicandro Siravo e Daniele Ippolito, e pubblicato da Rogiosi Editore. Insieme agli autori, interverranno Mimmo Falco, presidente del Corecom e vicepresidente dell’OdG Campania, e Enzo Coppola, direttore di Canale 9. Modera l’incontro, il giornalista Michelangelo Iossa. Morire a Napoli è un’arte, un ideale luogo di incontro tra commozione e teatralizzazione, emozioni e fantasia artistica, rispetto e diffusione promozionale.

Un’arte che, in sintesi, trova un suo mezzo perfetto: il manifesto funerario. In moltissimi luoghi del pianeta, la morte viene annunciata al prossimo sopravvivente sugli organi di carta stampata o attraverso l’affissione di specifici manifesti. A Napoli, questo secondo mezzo raggiunge vette di pura letteratura urbana ed è spesso accentuato dall’aggiunta ai meri dati anagrafici del defunto – nome, cognome ed età – di un altro elemento identificativo, il soprannome che aveva in vita che, nel distinguerlo dagli altri, ne costituisce il suo più autentico e veritiero elemento di individuazione.

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