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Domani, mercoledì 30 gennaio alle ore 16.00 presso l’Aula Magna/Auditorium del Liceo dell’Arte e della Comunicazione Giorgio De Chirico di Torre Annunziata, sarà presentato il libro “La mafia è buona!” (Rogiosi editore), che il magistrato Catello Maresca ha scritto ‘a quattro mani’ con il giornalista Paolo Chiariello. Tra gli ospiti presenti, per discutere di un tema molto delicato, soprattutto davanti alle nuove generazioni, anche l’avvocato penalista Michele Raggi, con cui Stylo24 ha avuto modo di parlare. Soprattutto in merito all’importanza del messaggio da trasmettere ai più giovani e al modo giusto per farlo.

 

Quanto è importante parlare di mafie oggi?

«E’ sempre importante farlo perché è materia quotidianamente all’ordine del giorno. Che si chiami mafia, illegalità, corruzione o mancanza di rispetto per il prossimo o per la società. Oggi si può essere mafiosi anche non essendo dalla parte di chi lavora perché possano crescere il territorio e la comunità in cui conviviamo».

Che ruolo possono avere questi libri nella presa di coscienza del fenomeno?

«Hanno un ruolo fondamentale. Oggi non si può combattere l’illegalità solamente con la forza pur determinante dello Stato. Ci vuole una risposta altrettanto forte dalla cultura. Che è fondamentale. La cultura vuol dire trasmettere quotidianamente certi valori fondamentali ai più giovani».

 

E’ giusto portare questi libri nelle scuole? Non si rischia effetto fascinazione?

«Non credo, perché noi cerchiamo di promuovere dibattiti del genere al di fuori delle aule di tribunale, trasmettendo delle idee, dei principi e dei modi di vedere diversamente le vicende mafiose. Sotto questo profilo mi sento di riprendere le parole del dottor Riello, Procuratore Generale della Corte d’Appello di Napoli, per cui bisogna far capire che oggi con la malavita non si va da nessuna parte. O si va in galera o si muore ammazzati. Va fatto capire che la vita è un’altra cosa».

Com’è lo stato dell’Antimafia oggi a Napoli e in Italia?

«L’Antimafia sta sempre di più colpendo i patrimoni delle persone che non vivono rispettando le leggi. Dando una possibilità importante anche ai malavitosi che vogliono cambiare vita o a chi vive in ambienti pericolosi. E questo è molto importante, in quanto lo Stato deve essere vicino alle persone che vivono in situazioni di maggiore disagio, per dar loro un’altra possibilità. Da cittadino fotografo la situazione in cui viviamo. E mi sento di dire che indipendentemente dall’Antimafia, comunque, e da chi se ne occupa, fondamentale è il buon propagandare le idee e i principi intorno ai quali noi cittadini possiamo riconoscerci. E in questo senso le parole all’interno del libro sono molto chiare».

 

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