Il plenum del Consiglio superiore della magistratura avrebbe dovuto pronunciarsi il 5 maggio

di Fabrizio Geremicca

La prima commissione del Consiglio superiore della magistratura, quella che ha il compito di esaminare gli esposti contro  i magistrati e di accertare i casi di incompatibilità, ha proposto un mese fa l’adozione di una delibera che sancisca il trasferimento di ufficio di Eugenio Polcari, coordinatore della sezione di Ischia del Tribunale di Napoli.

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Il plenum del Csm avrebbe dovuto pronunciarsi il 5 maggio ma il magistrato, assistito dall’avvocato Saverio Senese, ha giocato di anticipo. Il tre ha fatto mettere agli atti la sua richiesta di trasferimento. Il 5 maggio la relatrice del plenum del Csm ha dunque chiesto il rinvio della discussione della delibera di trasferimento di ufficio. Tempo prezioso per Polcari che in questo modo potrebbe evitare di andar via da Ischia con la macchia di un trasferimento impostogli dal Csm. Giunge così all’epilogo, o quantomeno ad una tappa importante, una vicenda che da molti mesi, ormai, faceva parlare gli ambienti giudiziari dell’isola.

L’istruttoria della prima commissione prende atto «del marcato appannamento della immagine di magistrato indipendente ed imparziale». Determinata, si apprende scorrendo il documento, da vari motivi. In primis, un rapporto personale e professionale privilegiato che sarebbe intercorso tra Polcari ed un avvocato tra i più noti ad Ischia, che si chiama Giuseppe Di Meglio.

Quest’ultimo, almeno in una fase iniziale, ha patrocinato due ricorsi amministrativi al Tar da parte di Polcari, che a sua volta si è trovato a giudicare in oltre 200 procedimenti nei quali Di Meglio svolgeva la sua attività di difensore. Al di là dell’accertamento della sussistenza di un obbligo di astensione – materia demandata ad eventuali profili di giudizio disciplinare e penale – la prima commissione del Csm ritiene che tale situazione comporti, di per sé, la necessità di trasferire Polcari da Ischia e da Napoli.

Rafforzano questa tesi – si apprende dal provvedimento – episodi come quello raccontato il tre dicembre 2020 da Elisabetta Garzo, la presidente del Tribunale di Napoli. Ha riferito ai colleghi che in una occasione le era stato chiesto da Polcari un incontro per perorare la causa di un ufficiale giudiziario – Antimo Puca –  il quale chiedeva di poter restare in servizio anche dopo il pensionamento. A quell’incontro, però – ha ricostruito la presidente del Tribunale – non si presentò Polcari, ma l’avvocato Di Meglio il quale disse che il giudice non sarebbe arrivato. 

Sostanziano il convincimento espresso nella istruttoria della prima commissione del Csm altre situazioni che riguardano il coordinatore della sezione di Ischia del Tribunale di Napoli. Tra esse – si apprende nel documento – una indagine a carico di Polcari per abuso di ufficio, che sta portando avanti la Procura della Repubblica di Roma a seguito di un esposto presentato da Giovanni Iacono, un geometra che lavora sull’isola.

In esso si fa riferimento alla frequentazione da parte di Polcari di stabilimenti balneari, saune e spiagge «senza pagare», alla ricezione di regalie, ed ai rapporti personali e professionali con l’avvocato Di Meglio. La vicenda è naturalmente tutta da definire sul versante penale ma, al di là di questo profilo, è tale da consigliare di mandare via da Ischia e da Napoli il magistrato, secondo il parere della prima commissione del Consiglio superiore della magistratura. La quale, per inciso, ricorda anche che alcuni anni fa il magistrato ora sotto i riflettori incappò in due procedimenti disciplinari. Uno nel 2003 quando «per superare il parere contrario emesso dal Consiglio giudiziario di Venezia, in ordine alla sua promozione a magistrato d’appello, richiedeva ad alcuni avvocati del Foro di Vicenza e di Thiene di predisporre e sottoscrivere un attestato di benemerenza, il testo del quale egli stesso aveva suggerito».

Il secondo iniziato nel 2008 e conclusosi nel 2013, che costò a Polcari la perdita di due anni di anzianità. Riguardava l’acquisto tramite il cognato di un Rolex risultato poi rubato in una orologeria di Pontedera e «la richiesta di sconti e facilitazioni di pagamento, facendo valere e strumentalizzando  la sua qualità di pretore, con numerosi rivenditori, intermediari e concessionari di automobili».

Durante l’istruttoria la prima commissione ha naturalmente ascoltato anche l’interessato ed ha acquisito gli scritti difensivi presentati a tutela di Polcari da parte dell’avvocato Senese. Sostengono, tra l’altro, che gli incarichi difensivi innanzi al Tar conferiti all’avvocato Di Meglio sarebbero stati revocati dal giudice non appena ebbe notizia della sua assegnazione al tribunale di Ischia. Negano cono forza le ipotesi di cene, saune, lettini ed ombrelloni a scrocco. Rivendicano professionalità ed abnegazione nel fronteggiare le gravi carenze di organico della sezione ischi tana del Tribunale di Napoli. «Il mio assistito – dice Senese – paga un clima di veleni. È persona integra ed integerrima. Chiederemo al più presto che sia ascoltato in Procura a Roma e chi lo ha calunniato sarà chiamato a risponderne in sede giudiziaria». 

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