“Dopo anni di inerzia, oggi, la notizia principale e’ che la direzione generale Aeroporti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato l’approvazione del progetto definitivo”. A parlare è stato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Salerno per fare un punto sul piano di rilancio dell’aeroporto Costa d’Amalfi. “Ora – ha spiegato – la palla passa al gestore dell’aeroporto perche’ possa e debba fare, velocemente, entro il 31 dicembre di quest’anno, tutte le gare per l’appaltabilita’ dell’ampliamento di questo aeroporto che e’ una delle opere piu’ necessarie che ci possano essere in questo territorio perche’ parliamo di uno dei territori piu’ belli d’Italia e, probabilmente, del mondo in cui i turisti, oggi, non possono ancora accedere anche a causa di un aeroporto che non puo’ sopportare alle necessita’”.

Parole che si aggiungono a quelle di meno di un mese fa del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Dopo un anno di istruttoria del precedente Governo, e dopo un anno di istruttoria dell’attuale Governo, è giunto alla firma il decreto che conclude l’iter per la concessione relativa all’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi. Prende corpo il sistema aeroportuale regionale che unifica lo scalo di Capodichino con quello di Salerno-Pontecagnano”“Si darà respiro a Capodichino, che ha avuto negli ultimi anno una crescita straordinaria, ma è arrivato al limite delle possibilità di ulteriore espansione, e si fa decollare definitivamente lo scalo di Salerno Costa d’Amalfi, destinato a soddisfare l’utenza delle costiere amalfitana e cilentana, ma anche di Basilicata, Puglia e Calabria. Un sistema che a pieno regime – spiegava De luca – potrà sviluppare un traffico, tra i due scali, di oltre 17 milioni di passeggeri. Sono previsti investimenti complessivi, tra pubblico e privato, per 230 milioni di euro”.

Ma tutto cio’, evidentemente, non teneva e non tiene conto del fatto che i cittadini di Pontecagnano aventi diritto, hanno depositato nei termini di legge “opposizione prima al decreto Via e in seguito al Decreto di compatibilità ambientale e collegati”. Come spiega a Stylo24 il Dott. Vincenzo Petrosino, medico chirurgo specialista in Oncologia chirurgica. La prima udienza che rappresenta il primo grado di giudizio è stata, infatti, fissata a novembre, con i cittadini ricorrenti che hanno chiesto l’annullamento dei decreti e “l’opzione zero” ossia l’annullamento dell’opera che non è “un semplice allungamento della pista” ma un più vasto intervento su 56 ettari, pari a 60 campi di calcio con espropri importanti di case e terreni e che grava su circa 90 proprietari.

 

“Va ricordato – sottolinea il dott. Petrosino – che la Via non è stata concessa per milioni di passeggeri ma tutti gli studi per ottenerla sono solo modelli per 500.000 passeggeri a 10 anni. Tutte le valutazioni saranno ovviamente discusse in ambito dei tribunali di competenza. Anche perche’ noi non siamo riusciti a ottenere il piano industriale e l’accordo Gesac. Ci hanno detto che era un accordo segreto, ancora in essere”.

A favore dei cittadini ricorrenti c’è il precedente, neanche tanto lontano nel tempo, di Firenze, dove il Tar ha annullato il decreto Via per la pista dell’aeroporto, che al momento non può essere più eseguita. E proprio lo stesso pool di avvocati di Firenze e periti discuterà gli stessi ricorsi al Tar Salerno.

Il Dott. Vincenzo Petrosino, Medico Chirurgo specialista in Oncologia Chirurgica

Al momento quindi, in considerazione dei ricorsi esistenti e non ancora discussi, “sembra prematuro e molto inopportuno effettuare proclami o peggio misconoscere e non raccontare l’esistenza dei ricorsi e iniziare anche addirittura squallide lotte per acquisire paternità del risultato tra Regione Campania e M5s di cui i cittadini rimarcano la grande perplessità per la strana scelta operata contro i territori, la salute e l’ambiente che dovrebbe essere invece la loro quinta stella. Mentre in questa vicenda, a fronte dei ricorsi, sono stati fatti progetti e spesi soldi come se non fosse cosi'”.

“E ci appare molto strano il silenzio intorno a questa vicenda, cosi’ come che nessuno parli delle 90 famiglie espropriate. Si’ perche’ non c’e’ solo terra in quelle zone, ma ci sono case e persone che vivono li’ da anni. E altrettanto impressionante e’ il fatto che parliamo di un’area circondata da aziende, di cui una vicinissima che produce rucola igp. E sono zone che saranno sottoposte all’inquinamento diretto e indiretto di aeromobili. Non sono d’accordo sull’idea che il progresso debba avere un prezzo. E tantomeno – conclude – non può essere la leucemia di un figlio. Mentre si fa il protocollo di Kyoto, si lavora per ridurre le emissioni, in Italia si fanno gli aeroporti? Ma era proprio necessario avere un aeroporto a Pontecagnano?”.