Soccorrere chi è in difficoltà è un dovere. Un principio ‘essenziale‘ del Vangelo. E ”chi lo avesse dimenticato, torni al catechismo della chiesa cattolica”. Lo ha detto il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, ai fedeli riuniti questa mattina in piazza Pugliano a Ercolano (Napoli) per la messa mattutina che chiude il rito della novena dell’Assunta, patrona della città degli Scavi. Nell’omelia Di Donna ha parlato di un Paese che ”si è incattivito” nel quale ”la paura è cresciuta” a causa dei cambiamenti dell’economia che ”negli ultimi decenni hanno tolto sicurezza e reso il lavoro non più sicuro”. Uno stato di fatto di fronte al quale, ha rimarcato più volte, occorre reagire.

Per questo ”chiediamo alla Madonna che l’Italia sia un Paese buono, che non si arrivi addirittura a fare leggi disumane come il decreto Sicurezza bis. Certo, si comprendono le ragioni dell’Italia sul fatto che non deve essere lasciata sola nella gestione degli immigrati, ma arrivare al punto che soccorrere in mare chi sta su un barcone sia addirittura un reato, questo è semplicemente assurdo” ha scandito forte dall’altare ”Meno male che il saggio Mattarella, al quale va il nostro saluto sincero, ha chiesto di apportare modifiche al decreto e ha detto che quei salvataggi sono un obbligo”. Quindi Di Donna ha subito aggiunto: ”Addirittura, povera Madonna, è stata invocata perfino lei e ringraziata per il decreto Sicurezza” con chiaro riferimento, pur senza nominarlo, al Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Lui che all’indomani della conversione in legge del provvedimento ha ringraziato la Vergine Maria dalla sua pagina facebook. ”Proprio lei, la madre della misericordia e del soccorso invocata come protettrice, garante, di un decreto sicurezza che è una legge disumana. Ma come si fa? Come ci si può definire cristiani e accettare questa assurdità?

 

Per esprime il concetto del dovere dell’accoglienza, Di Donna ha citato la frase del Vangelo ”Ero forestiero e mi avete accolto” per questo ”chi lo avesse dimenticato, pur dichiarandosi pubblicamente cattolico, torni al catechismo della chiesa cattolica, rilegga il vangelo, per ricordare queste elementari verità della fede. Sul punto il vangelo è fermo, laconico, essenziale. E a questo vangelo noi vogliamo rimanere fedeli”. Un passaggio dell’omelia Di Donna lo ha dedicato al tema dei rifiutidramma serio” con il quale la Campania dovrà misurarsi tra pochi giorni in vista della chiusura del termovalorizzatore di Acerra per manutenzione. ”Certo, i rifiuti solidi urbani si vedono e preoccupano” ha detto Di Donna ”ma ci sono rifiuti molto più pericolosi che non si vedono perché sono stati sotterrati, hanno inquinato le falde acquifere e per i quali io ad Acerra, dove sono già sei anni, ho celebrato funerali di bimbi, giovani morti per cancro”. Per affrontare il problema dei rifiuti solidi urbani che deturpano la città ”dovremmo incominciare da noi’‘.

Di Donna in tre punti sintetizza ciò che occorre fare: basta plastica, ma uso del vetro come avveniva un tempo, poi una più equa distribuzione dei rifiuti ”perché non possono essere solo Giugliano e Acerra ad avere siti di stoccaggio” ma come proposto dalla Regione occorre ”individuare altre aree per una equa distribuzione di più siti di stoccaggio, purché questo avvenga all’interno di un Piano organico e con garanzie da parte della Regione che i siti non restino tali per anni e che siano poi bonificati” infine, una raccolta differenziata seria e forte. Un pensiero accorato a Massimiliano Kolbe, il francescano polacco che il 14 agosto del 1941 offrì la propria vita per salvare un altro prigioniero nei campi di sterminio ad Auschwitz. Il vescovo, in occasione dell’anniversario della morte, ne ha ricordato la fedeltà ai principi del Vangelo.