Il capo dell’organizzazione criminale Mario Licenziato non solo aveva rapporti con il clan dei Casamonica ma anche con il clan camorristico ‘Nuova Famiglia’, capeggiato dal noto Michele Zaza detto u’ pazzo. E’ quanto emerge dall’operazione ‘Terza età’ condotta dalla Gdf di Roma che all’alba ha sgominato una organizzazione criminale dedita all’usura e alle estorsioni. Le attività investigative eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Capitale, con intercettazioni, pedinamenti, appostamenti e meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, hanno rivelato come la famiglia Licenziato (Mario e i figli Mauro e Gianluca), grazie alla disponibilità di ingentissimi capitali, fossero dediti a sistematiche e abusive operazioni di finanziamento nei confronti di un’ampia platea di soggetti, per lo più imprenditori in gravi difficoltà economiche, sgominata dalla Gdf di Roma.

Ad aggravare lo stato di sudditanza psicologica delle vittime contribuiva il profilo delinquenziale dei capi, Mario Licenziato ed il figlio Mauro: entrambi di origine campana ma trapiantati nel comune di San Cesareo (RM), oltre ad avere collegamenti – per il tramite del sodale Elvis Hudorovich, detto Giovanni lo zingaro – con esponenti del clan dei Casamonica, sono stati indicati da alcuni collaboratori di giustizia come appartenenti ovvero contigui ad ambienti della criminalità organizzata partenopea. In particolare Mario Licenziato è stato citato quale soggetto organico alla Nuova Famiglia, capeggiata dal noto Michele Zaza detto u’ pazzo, storico ”cartello di famiglie della camorra” nato in contrapposizione alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. In proposito, le indagini del Gico hanno confermato che Mario Licenziato era in contatto diretto con Pasquale Zaza, nipote di Michele u’ pazzo, con il quale ha condiviso importanti progettualità ”imprenditoriali”.

Nel medesimo ambito Mauro Licenziato ed il fratello Gianluca (quest’ultimo destinatario della misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.) sono stati indicati quali soggetti dediti a strutturati traffici di droga sull’asse Napoli-Roma, sotto la direzione della zia, Carmela Licenziato, alias ”Lady Cocaina”, attualmente detenuta in relazione a plurime condanne definitive per traffico di stupefacenti e porto e detenzione di armi, oggi destinataria di un nuovo ordine di arresto. La donna, sebbene in carcere, come dimostrato dalle odierne investigazioni, è risultata tuttora attiva nel settore ed intenzionata a dare vita a un’autonoma ”piazza di spaccio” nella Capitale. E’ stata accertata la disponibilità occulta, in capo alla Licenziato, di un immobile sito a Palestrina (RM), acquisito con proventi del narcotraffico e solo formalmente intestato ad una congiunta.

 

E’ emerso che il gruppo criminale reinvestiva sistematicamente i proventi delle attività delittuose in variegati settori dell’economia legale, ricorrendo anche a frodi fiscali quale fonte di finanziamento illecito. Sul punto, ha svolto un ruolo fondamentale la professionista Anna Maria Liguori, organica al sodalizio e destinataria del provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, consulente fiscale in grado di individuare i soggetti cui attribuire, di volta in volta, la formale titolarità giuridica dei compendi aziendali riconducibili all’organizzazione. I finanzieri hanno svelato il sistematico ricorso a compiacenti teste di legno, utilizzate per la gestione di imprese attive nel commercio di autovetture e nel settore delle strutture ricettive per anziani, sottoponendo a sequestro preventivo due ”strutture protette”, riconducibili a Mario Licenziato e site a San Cesareo (RM), di cui una operativa e una destinata ad essere inaugurata a breve.