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di
Francesco Vitale

Un finanziamento dell’EaV da un milione e trecentomila euro praticamente bloccato; è quello previsto per il restyling della stazione della Circum di Sant’Agnello, che, come spiega a Stylo24, il sindaco della cittadina costiera, Piergiorgio Sagristani, «versa in condizioni di fatiscenza ormai da molti anni».

Il «congelamento» dei fondi ottenuti dopo una serie di riunioni
a cui hanno partecipato vertici comunali, regionali e, naturalmente,
Ente autonomo Volturno (a cui fa capo Circumvesuviana) è dovuto
al parere negativo della Soprintendenza archeologica,
belle arti e paesaggio di Napoli

Quella stazione, che «rappresenta il biglietto da visita della città – afferma Sagristani – e che attualmente non è un bel vedere per i turisti che visitano la costiera e il nostro comune», è un’opera minore dell’ingegnere e architetto Marcello Canino e quindi è sottoposta ai vincoli della Soprintendenza.

Canino (1895-1970), per intenderci, è il progettista
di Palazzo Matteotti, sede dell’ex Provincia di Napoli,
e di molte altre strutture realizzate
nella città partenopea e in provincia

La stazione di Sant’Agnello fu aperta nel 1948, nel corso degli anni sono stati effettuati degli interventi, ma adesso occorrerebbe «operare perché la situazione è diventata insostenibile. Ci sono criticità non solo sul versante del decorso urbano, ma pure della funzionalità. Manca infatti anche un ascensore per persone con disabilità», spiega il sindaco.

«A suo tempo, siccome la situazione era diventata pietosa, chiedemmo ed ottenemmo dall’EaV di prendere in gestione il piazzale, per il quale paghiamo anche un canone annuo che si attesta su circa 10mila euro l’anno. Dopo diverse riunioni, siamo riusciti, un anno e mezzo fa, ad ottenere un finanziamento di circa un milione e 300mila euro per la ristrutturazione della stazione. Sembrava tutto fatto, ma sono sorti problemi. Perché tutti i progetti fin qui presentati alla Soprintendenza per intervenire sulla struttura sono stati bocciati; la stazione è un’opera minore dell’architetto Canino ed è sottoposta a dei vincoli», racconta il sindaco di Sant’Agnello.

«Al momento non è stato certificato rischio di crolli o di cedimenti, altrimenti l’avrei fatta chiudere, ma rendiamoci conto, che se si andrà avanti ancora per anni, senza addivenire a una soluzione, non è detto che questo rischio non si manifesti. Non dimentichiamo che si tratta di una struttura fatiscente, continuamente sollecitata dal passaggio dei treni», continua Sagristani.

Nel frattempo, il prossimo giovedì, ci sarà una nuova riunione
presso la responsabile della Soprintendenza per Sant’Agnello

«Nel corso dell’incontro saranno portate alla sua attenzione e a quella Soprintendenza di Napoli le modifiche attuate al progetto di restyling, perché si sta cercando di trovare la quadra sulle opere di ristrutturazione, che non vadano ad alterare quello che è considerato un ‘monumento storico’. C’è pure da sottolineare un altro aspetto di questa vicenda: il cittadino, il turista che si trova nella stazione di Sant’Agnello giustamente si lamenta per le condizioni in cui versa, imputa al Comune lo stato dei fatti, con una ricaduta importante di immagine per Sant’Agnello. Non sapendo che il Comune c’entra niente e che invece si sta muovendo da anni per il restauro della struttura», conclude il sindaco.

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