Quello che il clan Matarazzo offriva era un servizio completo, come quelli gestiti da aziende. C’era chi procacciava i clienti e lo faceva affidandosi a una donna di bell’aspetto, chi distribuiva il prodotto e chi poi richiamava per constatare se il prodotto era soddisfacente. Cocaina purissima, la merce, che arrivava direttamente dalle piazze del quartiere Nord di Napoli di Secondigliano e che inondava Volla, grosso centro dell’hinterland orientale della citta’.

Dieci arresti firmati dal gip Dario Gallo che hanno sgominato una costola del potente clan Veneruso-Rea, diretto da Pasquale Matarazzo, il quale aveva organizzato con Flavio Salzano, poi ucciso il 30 agosto 2016, un gruppo che era capace di controllare Volla e fare affari con la cocaina. Tra gli indagati ci sono i vertici del gruppo camorristico che erano legati a doppio filo ai Formicola di San Giovanni a Teduccio, 12 dei quali sono finiti in carcere con una misura dello stesso giudice. Indagine dunque dei carabinieri che si e’ divisa in due tronconi, uno napoletano e l’altro vesuviano. Pasquale Matarazzo era, secondo la procura, il capo indiscusso della cosca ed era lui anche a curare l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti con un canale preferenziale che aveva stabilito con Secondigliano. Poi c’era l’esercito dei pusher che riceveva ordini via sms e portava lo stupefacente direttamente a casa.

Figura nuova era quella di Nunzia Orso, una sorta di promoter della droga, che aveva il compito di procacciare i clienti sia all’ingrosso che al dettaglio, curando in particolare le fasi dello spaccio secondo calendari e turni previsti dai vertici del gruppo. Poi c’era chi si occupava di custodire la sostanza stupefacente e chi invece aveva il compito di procurare mezzi di trasporto sicuri per portare la droga. Tutto sotto l’egida del clan Veneruso-Rea a cui i Matarazzo erano affiliati. La cosca nel tempo era riuscita ad accumulare un piccolo tesoretto che e’ stato poi usato in attivita’ commerciali di diverso tipo. Per esempio una societa’ di vendita di porte all’ingrosso a Quarto, una di abbigliamento e accessori a Saviano e una serie di conti correnti bancari e postali. Sono tutti finiti sotto sequestro preventivo disposto dalla Dda di Napoli. Nell’ordinanza e’ raccontata per filo e per segno l’espansione che ha avuto il gruppo di Volla verso il quartiere di Ponticelli, zona orientale di Napoli, che ha creato molti attriti con il clan dei De Micco, i cosiddetti ragazzi ‘tatuati’.