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Le piazze di spaccio non erano riservate e i gruppi di pusher ‘lavoravano’ in concorrenza, smerciando droga di tutte le specie, dall’eroina al crak, dalla cocaina all’hashish e alla marijuana. I Carabinieri hanno notificato misure cautelari a undici persone, di cui sei sono in carcere, tre hanno ottenuto il beneficio dei domiciliari e altre due sono destinatarie dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A vario titolo, gli indagati rispondono di concorso in detenzione e spaccio di stupefacenti, rapina a mano armata, lesioni ed evasione dagli arresti domiciliari. Reati commessi a Castel San Giorgio, a Nocera Inferiore, a Nocera Superiore e a Salerno.

L’inchiesta della procura nocerina e’ nata dall’osservazione di alcuni tossicodipendenti di Castel San Giorgio i quali acquistavano la droga a Salerno. Tra questi c’e’ anche un ‘cane sciolto’, un richiedente asilo originario del Gambia, “dedito in maniera stabile all’attivita’ di spaccio a Castel San Giorgio e sul lungomare di Salerno”, spiega il procuratore capo, Antonio Centore, che e’ tuttora irreperibile ma destinatario di una misura cautelare in carcere. Per le posizioni di alcuni indagati che agivano a Salerno, il Gip ha ordinato la trasmissione degli atti all’ufficio inquirente del capoluogo. In buona sostanza, i gruppi di spacciatori erano tre: uno operante a Salerno Fratte, un altro nel centro storico salernitano e un altro tra Roccapiemonte, Castel San Giorgio, Lanzara e Nocera Superiore.

Nel corso delle indagini, vengono eseguiti diversi sequestri di stupefacenti per il peso di 350 grammi che lasciano a corto di ‘roba’ i pusher. Cosi’, alcuni di questi ultimi decidono di ricorrere ad una rapina ad un supermercato. In sella ad una moto e con volti coperti e pistole in pugno, il 29 marzo scorso, fanno irruzione al ‘Sole 365′ di Nocera Superiore. Li’, puntano la pistola alla nuca del cassiere e, dopo avergli fracassato la testa con il calcio dell’arma, si fanno consegnare 15mila euro in contanti, custoditi in cassaforte.

Le misure cautelari eseguite oggi dai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino si aggiungono all’arresto in flagranza di altri sei spacciatori, sorpresi proprio mentre cedono la droga, che interrogati dagli investigatori non esitano a rivelare le identita’ dei propri fornitori. “In passato – spiega Centore – era inconsueto che l’acquirente accusasse il proprio fornitore perche’ c’era un rapporto, paragonabile alla sindrome di Stoccolma, in cui la vittima si affeziona allo spacciatore, creando un rapporto simbiotico”. Per il capo dei pm nocerini, la lettura da dare a questa novita’ e’ data da “una presenza cosi’ capillare dell’attivita’ di spaccio che il rapporto simbiotico non esiste piu’ perche’ l’acquirente sa che trovera’ sempre qualcun altro che, forse, andra’ a cercarlo per vendergli la droga”. Il Gip, inoltre, ha autorizzato anche il sequestro preventivo di due immobili in uso ad uno degli arrestati ed utilizzati come base operativa dell’attivita’ criminosa.

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