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Puntano il dito anche contro il Ministero dell’Istruzione gli avvocati di parte civile delle famiglie dei piccoli alunni di una scuola del Casertano che sarebbero stati vittima di violenze da parte dalla maestra Rosa Vallone, arrestata il 9 maggio del 2016 nell’ambito di un’ inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Ieri, dopo innumerevoli rinvii, e’ iniziato il processo, nel Tribunale di S. Maria Capua Vetere. Per gli avvocati Salvatore Gionti e Carmen Posillipo, il Ministero della Pubblica Istruzione e’ responsabile civile, essendo il datore di lavoro dell’ insegnante.

 

Ieri e’ stata presentata la lista dei testi e, alla prossima udienza, fissata ad aprile, il processo entrera’ nel vivo: saranno ascoltati gli agenti della polizia giudiziaria che hanno condotto le indagini ma, soprattutto, saranno esaminati i filmati registrati dalle telecamere installate dalle forze dell’ordine in classe, sui quali si fondano le accuse e dai quali emergerebbero le violenze fisiche e psicologiche subite dai bambini. La maestra venne denunciata dopo le segnalazioni dei genitori e della dirigente scolastica dell’istituto. Le riprese audiovisive avrebbero evidenziato plurime e reiterate condotte della insegnante (insulti, minacce, schiaffi, strattonamenti, percosse al capo e tirate di capelli) ai danni di alcuni bimbi della prima classe, alcuni dei quali hanno riportato anche lesioni.

 

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