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Erano accusati di aver riciclato i soldi del clan Polverino di Marano (Napoli), ma dopo il rito abbreviato sono stati tutti assolti. Si tratta di imprenditori e commercialisti ritenuti i professionisti che avevano favorito Carlo Simeoli, genero di Angelo, considerato il boss delle famiglie Nuvoletta e Polverino, manager delle imprese finite sotto accusa. Tra le persone scagionate c’e’ l’imprenditore Roberto Imperatrice, che aveva in gestione il marchio Rosso Pomodoro, ristorante e pizzerie molto note a Napoli e in Italia. Imperatrice, come gli altri imputati, era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Assoluzione anche per Giovanni De Vita, tra l’altro consulente finanziario del calciatore Fabio Cannavaro, che pero’ e’ stato condannato a un anno e otto mesi per reimpiego di capitali ma senza alcuna aggravante.

 

L’inchiesta culminata in nove arresti nel settembre del 2016 delineava uno scenario in cui gli indagati effettuavano operazioni immobiliari e finanziarie per conto del clan Polverino. Tra le operazioni finite sotto la lente degli inquirenti, anche la costruzione di un centro sportivo del valore di 10 milioni di euro nel quartiere Vomero di Napoli, e quella di un centro commerciale a Zumpano, in provincia di Cosenza, con annesso cinema multisala: attivita’ svolte con l’obiettivo di riciclare i proventi illeciti accumulati dell’organizzazione criminale.

 

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