Grazie alle rivelazioni del pentito Salvatore Orabona, i magistrati della Dda sono venuti a conoscenza di un uovo scenario camorristico. L’uomo, parlando di Enrico Verso, cognato di Raffaele Bidognetti, collaboratore di giustizia e figlio del capoclan Francesco Bidognetti, ha spiegato che il “nuovo gruppo dei casalesi non è più interessato a faide interne, nè commettere omicidi, ma a gestire settori imprenditoriali e altre attività dalle quali trarre lauti guadagni. Di conseguenza, noi fazione Schiavone abbiamo operato unitamente al … gruppo Bidognetti anche se di quest ultimi in libertà sono rimasti in pochi. Tra questi vi è Enrico Verso”.

E’ lo stesso Orabona a confermare che Verso sia il cognato di Raffaele: “Oggi fa parte di un gruppo che si può considerare unitario. In passato come è noto il gruppo Bidognetti era distaccato dagli altri ma ora non è più così ed in questo momento il gruppo si può considerare unico ed è sbagliato dire che il clan dei casalesi è finito”.

“Vi è infatti un nuovo gruppo di soggetti – spiega – molti dei quali giovani e legati da rapporto dì parentela (figli) ai vecchi esponenti del clan. Ecco perché dico che Verso fa parte di un unico gruppo quello di cui riferisco essere il vertice. Voglio precisare che Verso insieme ad altre persone, che sono definibili come facendo capo a Bidognetti, controllano i Comuni di Parete e Lasciano per l’agro aversano e i comuni di Villa Literno e il litorale Domizio”.