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di Ursula Franco*

La criminologa Ursula Franco

Ancora una volta la televisione ha dato voce ad un manipolatore affetto da un grave disturbo di personalità. E’ però bastata un’intervista televisiva a togliere i dubbi a tanti italiani sulle responsabilità di Olindo Romano e Rosa Bazzi in merito alla cosiddetta strage di Erba.

Nonostante l’intervista a Olindo Romano sia stata trasmessa non nella sua interezza, è stata infatti un clamoroso autogol. In realtà il Romano non ha rilasciato l’intervista per affermare di essere una vittima di errore giudiziario ma semplicemente per rompere la monotonia della sua vita di detenuto e godersi le attenzioni a lui rivolte dal programma “Le Iene”.

Olindo e Rosa oggi

Olindo Romano è apparso un uomo rassegnato da un punto di vista giudiziario, incapace di dare la colpa della sua condanna ad altri se non a se stesso. Lo hanno infatti convinto che avrebbe potuto farla franca se solo fosse stato più preparato ad affrontare il post strage; lo si evince da questa affermazione “Noi non eravamo all’altezza della situazione”.

Olindo Romano non è riuscito a dire “Sono in carcere perché sono stato accusato di aver commesso una strage ma la verità è che io non l’ho commessa e sono stato condannato ingiustamente” perché un’affermazione del genere è una menzogna.

Olindo Romano non è riuscito ad emettere parole di condanna morale nei confronti degli autori del quadruplice omicidio ma li ha elogiati definendoli dei “professionisti”, eppure se Olindo e Rosa fossero innocenti proprio a loro dovrebbero la condanna all’ergastolo. Il Romano non prova disprezzo per gli autori della strage perché lui è uno di quelli.

Olindo Romano ha confermato di aver ucciso quattro persone, tra cui un bambino di due anni, a causa dei rumori molesti che provenivano dall’appartamento di Raffaella Castagna.

Raffaella Castagna (30 anni) e il figlio Youssef Marzouk (2)

Olindo Romano si è ancora una volta aggrappato al fatto che la sua confessione e quella della sua complice, Rosa Bazzi, siano risultate imprecise. Le imprecisioni nel racconto dei due assassini si spiegano però scientificamente: il Romano e la Bazzi, non ricordarono e non ricorderanno mai con precisione tutti i dettagli relativi alla strage a causa di un’amnesia di fissazione. Il ritmo con cui si svolsero quei fatti ha impedito che nella loro memoria si formasse una traccia mnestica definitiva o secondaria. Una traccia mnestica primaria, che è temporanea, una volta formatasi, richiede infatti un certo tempo per essere consolidata e quindi ritenuta, se nel frattempo però intervengono nuovi elementi la traccia non si consolida. Peraltro le loro confessioni risultano imprecise non solo a causa di questa amnesia di fissazione ma anche perché sia Rosa che Olindo cercarono di coprire il ruolo l’una di Olindo, l’altro di Rosa, attribuendosi tutti e 4 gli omicidi ed il tentato omicidio di Mario Frigerio.

* Medico criminologo