di Giancarlo Tommasone

Si chiama Antonio Nurcaro ed è un parente di Salvatore Nurcaro, l’uomo considerato dagli inquirenti l’obiettivo di chi ha aperto il fuoco il tre maggio scorso in Piazza Nazionale (per il raid sono stati arrestati i fratelli Armando e Antonio Del Re), ferendo oltre al 31enne, la piccola Noemi e la nonna di quest’ultima (attinta lievemente a un gluteo), Immacolata M. di 50 anni. Antonio Nurcaro è un tatuatore e nei giorni scorsi, ha realizzato un disegno: un tatuaggio di ispirazione religiosa dedicato proprio a Salvatore e alla bimba di 4 anni, Noemi.

Stylo24 lo ha intervistato per chiedergli chi e perché abbia scelto di «imprimere», sulla sua pelle, i due nomi a suggello di tre immagini sacre: quella di San Pio di Pietrelcina, del Cristo e di San Giuseppe Moscati.

Il disegno sulla pelle dedicato
a Noemi e a Salvatore Nurcaro
Il tatuatore: un atto
di ringraziamento al Cielo

«L’idea non è venuta a me, ma a mio cugino Mario, che poi è il padre di Salvatore. Ha deciso di fare questo tatuaggio per ringraziare chi ha fatto il miracolo di salvare suo figlio e la piccola Noemi», racconta Antonio. «Lui è molto religioso, qualche giorno fa è venuto allo studio e mi ha detto che la notte prima che suo figlio Salvatore si svegliasse, ha sognato San Giuseppe Moscati. Ha avvertito il sogno come un segno e quindi mi ha chiesto di realizzare sulla sua pelle il tatuaggio, un atto di fede e di ringraziamento», continua Antonio Nurcaro. «Voglio sottolineare che la scelta di aggiungere il nome della piccola Noemi e di Sasà (Salvatore Nurcaro, ndr) è venuta dopo. L’ha maturata mentre stavo concludendo il disegno», aggiunge il tatuatore.

Antonio Nurcaro: il ferimento di Noemi
ha addolorato tutti noi
e continuiamo a pregare per la bimba
Anche il mio parente è una vittima di quanto è accaduto

«Ha voluto ringraziare il Cielo per la grazia ricevuta, sia per Noemi che per Salvatore», spiega Antonio. Per il quale, è giusto che l’attenzione sia rivolta principalmente alla bimba di quattro anni, «perché la sua vicenda ha addolorato tutti e per Noemi prego e continuo a pregare, come ha fatto e fa, del resto, mio cugino Mario».

«Però anche Salvatore è una vittima di questa vicenda. E’ la mia voce, il mio pensiero, lo so, ma conosco il mio parente. Lo stanno dipingendo come un camorrista, come l’obiettivo dell’agguato, ma posso dire che Salvatore con certe dinamiche non ha niente da spartire. Per quello che penso io, e lo ribadisco, è una mia opinione, e spero che le indagini chiariscano tutto su questo aspetto, Salvatore non ha a che fare con la camorra», afferma. Ma si è fatto un’idea sul perché il suo parente sia stato ferito nel corso dell’agguato e perché sia stato indicato dagli inquirenti come obiettivo del raid (come pure appare evidente dalla dinamica dell’azione)? Gli chiediamo. «Non lo so – risponde –, però spero, lo ripeto, che si faccia quanto prima chiarezza su quello che è accaduto».